Ai 4 Mori “Bagno La Topa” di Pancaccini

"In questo momento abbiamo bisogno di ridere e quindi speriamo di far divertire il nostro meraviglioso pubblico"

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di Gianni Picchi

Molti anni fa, durante l’intervallo di una serata danzante, il batterista Intratteneva il pubblico, le bacchette diventavano ferri da calza ed una pezzola finiva sulla testa. Di lì a poco il tutto si tramutò in commedia: “La Ribotta a Montinero”. E quel batterista recitava nella parte della “popolana” (Beppe Orlandi). Era nato il teatro vernacolare livornese. Molti hanno scritto commedie, molti hanno indossato i panni delle “maschere” (popolana, vecchia e baciocca). E molti, per varie ragioni, hanno dischiuso il loro sipario. Chi invece continua a riempir teatri e a far ridere, livornesi e non, è Giuseppe Pancaccini. Al teatro 4 Mori dal 14 al 18 marzo (ore 20,30) e il 16 alle 16,30 andrà in scena la sua nuova commedia Bagno La Topa. Il 7 marzo siamo andati ad assistere alla “prova generale” ed al primo “stop”, “Giuse”, per gli amici, e per tutti coloro che lo seguono da anni, è sceso in platea per parlare con noi.
“La commedia che andremo a rappresentare è una leggera parodia di ciò che accade, quotidianamente, in uno stabilimento balneare di Pisa (provincia di Livorno) e che abbiamo deciso di mettere in scena dopo aver presentato, negli anni scorsi, novità un po’ più “seriose”.
La storia racconta di due famiglie, una livornese, capitanata da Zaira (interpretata da Aldo Bagnoli) e l’altra pisana, guidata da Eva, moglie di Adamo (interpretata da Marcello Marziali) in continuo litigio per i “figlioli” e… l’egemonia della Provincia.
Giuse si ferma e si fa serio. Poi: “In questo momento abbiamo bisogno di ridere e quindi speriamo di far divertire il nostro meraviglioso pubblico che rappresenta, per noi, l’unica fonte di sostentamento. Nello stesso tempo vogliamo, tutti, assaporare quello che ci attenderà fra qualche mese. Perché noi livornesi al mare ci si va lo stesso, anche senza “vaini””.
Giuse ci saluta e ritorna sul palco. Siamo certi che, mentre parlava con noi, qualcosa gli è balenato nella sua mente vulcanica e subito ha sentito il bisogno di metterla in atto. Da qui si capisce, per come prepara ed organizza i suoi lavori teatrali il perché del successo che riscuote da anni.

Saliranno sul palco una serie di altri personaggi (fiorentine, lucchesi, bagnini belli e brutti, animatori e arsellai), interpretati da bravissimi attori, giovani e meno giovani ma tutti volti conosciuti ai palcoscenici livornesi (Tiziana Foresti, Luca Salemmi, Roberto Motroni, Marco Gini, Salvatore Capuozzo, Doranna Natali, Stefano Santomauro, Grazia Cecere, Giuliana Vivo, Marco Chiappini, e tanti altri). Le musiche di sono Massimo Rey. Il tutto, aggiungiamo noi, con la regia di Giuseppe Pancaccini.

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4 commenti

 
  1. # io

    Ber mi Beppe Orlandi!

  2. # il critico

    Concordo Orlandi è il vero padre del nostro vernacolo

  3. # jobbee

    ….ho capito che preferivi Beppe, ma è morto e le su commedie le fanno in pochi ad oggi; ora Guardati la Topa e non rompè piu le ballottole!

  4. # Livornese DOC

    Nel vernacolo di Beppe Orlandi, come di Gino Lena ed altri autori livornesi non ci sono parolacce gratuite ricorda quello è vero vernacolo

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