Olimpiadi dei Carlini, grande successo per le Ugopiadi 2013.

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Le Ugopiadi sono il raduno di cani carlini più importante in Italia (forse nel mondo) che si svolge ogni anno a Livorno.  Sono il pretesto per rendere reale e fisica (almeno per un giorno) la comunità virtuale che si ritrova nel sito www.ugopiadi.it sito e nella pagina facebook www.facebook.com/Ugopiadi
È un raduno del tutto particolare, una vera olimpiade del cane carlino. La cerimonia di apertura dei giochi coinvolge tutti i partecipanti con una sgargiante sfilata in linea con il tema dell’anno. Quest’anno la manifestazione, che ha registrato un boom di iscrizioni da tutta Italia e non solo, si è tenuta all’Agriturismo Cà Lo Spelli di Guasticce e ha avuto per tema “Le Fiabe”. Un’intera mattina dedicata alle gare e alla sfilate di questi magnifici esemplari di cani. Sul prato dell’agriturismo infatti sono andati in scena i giochi con le gare di atletica leggera, molto leggera. Nessuna competizione, nessuna prova di agility o gara di bellezza, solo il piacere di stare all’aria aperta con il proprio carlino assieme a tanti altri suo simili, immersi in una atmosfera ironica, spensierata e allegra. Ecco il vero spirito delle Ugopiadi.

Le origini delle Ugopiadi. Il nome ha origine dal mitico carlino Ugo (il  cane di Stefano Pampaloni, l’organizzatore della manifestazione, scomparso nel 2010). “Trovammo Ugo in un negozio d’animali – spiega Pampaloni – chiuso in una gabbietta, piccolo e indifeso e senza riflettere io e la mia compagna Elisa lo acquistammo. Dopo poche ore scoprimmo: rogna rossa, disturbi comportamentali, inappetenza e soprattutto una grave displasia ad entrambe le anche. Dopo una patetica negazione dell’evidenza il negoziante se ne uscì con “Lo possiamo cambiare…”, mica era un vestito! Non mi soffermo sulla lunga trafila, faticosa e dispendiosa (due operazioni) e la lotta con il commerciante che è terminata con un parziale rimborso delle spese sostenute. Ci tengo invece a sottolineare – continua Pampaloni -un altro scandalo che dopo qualche indagine è emerso. Non ci consegnavano il pedigree (a questo punto non era comunque molto importante), e la cosa ci insospettì non poco. Qualche telefonata e scoprimmo che non veniva da un allevamento italiano, come avevano dichiarato, ma da un paese dell’est!! Proveniva da un allevamento Lager! I commercianti senza scrupoli acquistano cuccioli per pochi euro e li rivendono a migliaia. Arrivano in Italia in pessime condizioni di salute. Le “mamme” sono sfiancate dalle gravidanze, fatte accoppiare con consaguinei, malnutrite e non curate, quanto ai piccoli vengono svezzati prematuramente, non riescono a sviluppare le difese immunitarie, prestissimo spediti e ammassati sui camion peggio che pacchi postali. Impossibile non ammalarsi”.
Oggi Ugo non c’è più, una brutta malattia ha avuto il sopravvento dopo nove anni di vita, ma è stato un cane nonostante tutto, felice.  Visto la comunicazione web è il  mestiere di Pampaloni (web designer a capo della Zaki Design) lo stesso decise di denunciare la cosa con un sito dedicato proprio al suo cane, che in poco tempo è diventato un riferimento per la razza. “Non dobbiamo alimentare questo commercio, non comprateci a scatola chiusa, informativi prima! L’unico modo per far cessare questo brutale commercio- conclude Pampaloni -è non alimentarlo, imparate dai nostri errori”.

 

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