“Goccia” torna libera in mare

Mediagallery

E’ tornata questa mattina al mare la tartaruga Caretta caretta che era stata ritrovata in una rete da pesca in evidente difficoltà il 7 dicembre 2014 da un pescatore livornese nelle acque antistanti il Porto di Livorno. Consegnata prima alla Capitaneria di Porto di Livorno, successivamente affidata alle cure dello staff dell’Acquario di Livorno – struttura gestita da Costa Edutainment S.p.a. – l’esemplare è stato chiamata “Goccia”.

Lo staff dell’Acquario di Livorno, con il supporto dei Servizi Veterinari di Costa Edutainment S.p.A., ha accolto l’esemplare nelle vasche di quarantena della struttura di Livorno sottoponendolo ad accurati controlli diagnostici volti a valutare lo stato di salute dell’animale ed impostare l’eventuale terapia. Al momento del ritrovamento, l’animale –  un esemplare giovane di cui non è ancora possibile definire il sesso – pesava 21 kg e presentava un carapace di 50 cm di larghezza e 55 cm di lunghezza.

“Goccia” è stata sottoposta ad indagine neurologica, radiografica ed ematologica da cui è emersa un un’infezione polmonare, presumibilmente una polmonite ab ingestis (ossia una broncopolmonite) che si sviluppa a causa dell’ingresso di materiali estranei nell’albero bronchiale che, nel caso di una tartaruga marina intrappolata in una rete, è rappresentato dall’acqua, che comporta difficoltà ad effettuare apnee prolungate portando l’animale a passare quindi più tempo in superficie per poter respirare.  Ulteriori esami effettuati hanno inoltre evidenziato la presenza di numerosi residui di plastica ingeriti accidentalmente dall’animale.

Lo staff ha curato la tartaruga “Goccia”, che per un primo periodo non riusciva ad alimentarsi in maniera autonoma. In seguito, ponendo attenzione alla tipologia di cibo, alla temperatura e gestione dell’acqua, alla terapia l’esemplare ha dimostrato un graduale costante miglioramento, che è stato confermato da esami di controllo successivi dai quali  è emerso una riduzione dei parametri dell’infezione. Ciò ha reso possibile organizzare il rilascio in mare della tartaruga.

Oggi infatti “Goccia”   pesa 24 kg ed è pronta per tornare libera di nuotare nuovamente nel mare.

Il rilascio è organizzato dall’Acquario di Livorno, in collaborazione con l’ARPAT di Livorno. Le operazioni in mare sono state coordinate dalla Capitaneria di Porto di Livorno, con l’impiego di una motovedetta e delNucleo Sommozzatori Guardia Costiera di Genova. Questo esemplare è stato dotato di radiotrasmittente connessa al sistema satellitare ARGOS per verificarne gli spostamenti fornito da ARPAT Livorno, in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e all’interno del monitoraggio effettuato dall’ Osservatorio Toscano della Biodiversità.

La Caretta caretta, specie tipica delle regioni temperate, è sostanzialmente una specie carnivora. Vive in mare aperto, ma ritorna alla terraferma per il fondamentale e delicato momento della riproduzione. Nel periodo della deposizione predilige spiagge in prossimità di coste rocciose, con fondali sufficientemente sicuri e ricchi di risorse alimentari.

Tutte le tartarughe marine sono tutelate dalla Convenzione di Washington (C.I.T.E.S, la convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione), la cui applicazione è affidata e coordinata a livello nazionale dall’organo Corpo Forestale dello Stato – servizio C.I.T.E.S.  Questi animali, infatti, spesso subiscono danni e sono sottoponibili a ricovero per varie cause, tra le principali:

·         interferenze con le attività di pesca, principalmente dovute ai palamiti (è frequente la presenza di ami nella cavità boccale o nel tratto digerente, spesso evidenziato dal filo di nylon che fuoriesce ai margini della bocca) o alle reti (possono causare ferite, mutilazioni e, nel peggiore dei casi, il soffocamento degli animali);

·         ingestione di corpi estranei, quali ad esempio sacchetti di plastica, forse scambiati per meduse (parte della dieta naturale di questi rettili) o semplicemente perché disponibili in movimento nella colonna d’acqua;

·         impatto con imbarcazioni a motore, che arrecano traumi e ferite sul carapace o sul capo (più di rado altrove);

·         inquinamento con petrolio

Ogni volta che una tartaruga viene soccorsa, la cosa migliore da farsi è informare subito le autorità competenti (Capitaneria di Porto  e Corpo Forestale dello Stato,), contattando la centrale operativa dellaGuardia Costiera al numero telefonico 0586/826.070 – Le autorità stabiliranno a quale istituto affidarla per le eventuali cure. Per l’emergenza in mare è attivo il numero blu 1530 gratuito su tutto il territorio nazionale ed attivo 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno.

Riproduzione riservata ©