La fotografa Bertoni si racconta a Quilivorno

A Seravezza saranno esposte ventritre grandi immagini scattate dai componenti del Gruppo che si sono ispirati, reinterpretandole però con ironia, alle fotografie di autori famosi

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Susanna Bertoni è un’artista livornese che parteciperà ad una mostra molto particolare dal titolo “Falsi d’Autore” del Gruppo Fotografico Iperfocale – di cui lei è vicepresidente – che si svolgerà nell’ambito del noto evento “Seravezza Fotografia”, quest’anno dedicata al grande Maestro Franco Fontana. A Seravezza saranno esposte ventritre grandi immagini scattate dai componenti del Gruppo che si sono ispirati, reinterpretandole però con ironia, alle fotografie di autori famosi: “una sorta di gioco”, dice Susanna “ma da considerare una prova autoriale e non un mero esercizio accademico, una vera e propria di carattere, quindi un braccio di ferro con il Maestro riconosciuto…”. Susanna Bertoni è una donna con un bisogno primario di evadere, racconta che la passione per la fotografia le ha consegnato amici veri, ha conosciuto molte persone interessanti, “la fotografia”, dice Susanna, “è una bella sfida con me stessa e con gli altri… una sfida che deve rimanere costruttiva, altrimenti non c’è crescita”.
Si definisce una “drogata di immagini” e, anche se il suo lavoro è tutt’altra cosa, sostiene di “lavorare per la fotografia” perché Susanna è un’artista che mette il massimo impegno in tutto quello che faccio, non dà niente per scontato. Per la fotografia passa spesso pomeriggi e nottate a “lavorare”, a scrivere, a cercare autori. Legge moltissimo, ha centinaia di libri e cerca di aggiornarsi sempre perché, dice, in un mondo in continua evoluzione come quello fotografico “basta lasciare per poco tempo e si è persi!”.
Quilivorno.it ha incontrato Susanna Bertoni per farvela conoscere e per invitarvi ad andare a visitare la mostra che sarà inaugurata sabato 27 febbraio alle ore 17.

Quando nasce la tua passione per la fotografia? Nasce che ero ancora bimba. Guardavo mio padre usare una fotocamera Zenit ed ero curiosa di sapere cosa si vedesse al di là del mirino. E spesso volevo scattare per forza una foto a mia volta. Poi guardavo e riguardavo le fotografie di famiglia. Per l’epoca, erano gli anni ’60, ne avevamo tante ed ora le custodisco gelosamente a casa mia. Ci tengo moltissimo ad averle, più che possedere o indossare un gioiello.

Come mai hai scelto proprio la fotografia come forma di espressione artistica?
La passione per la fotografia già c’era, ma l’amore è nato al termine di una lunga pausa per contingenti impegni familiari, quando ho capito che “fare immagini” poteva trasformarsi in qualcosa di più. Con la fotografia avrei potuto raccontarmi o raccontare la mia personale visione del mondo. Non è solo questione di premere il pulsante di scatto, ma è qualcosa di assai più complesso e profondo, un potentissimo mezzo di comunicazione.

Quali sono i soggetti che prediligi?
All’inizio si fotografa di tutto perché ancora ci si deve conoscere. Poi, man mano che passa il tempo, viene fuori un preponderante interesse per certi generi o tematiche. Il concettuale è forse quello che preferisco su tutti. Alle foto singole preferisco, poi, la narrazione attraverso una serie organica di immagini, tecnicamente un “portfolio”, cioè un racconto, oggettivo o soggettivo, mediante una serie di fotografie in tema.

Un ricordo legato alla tua prima esposizione?
Fu a Lucca, nel 2010, in una collettiva con il mio precedente circolo fotografico. È una gran figata esporre, altroché…! È sempre un’emozione e non ci si abitua mai! Di quel “battesimo” ricordo il gran numero di persone il giorno dell’inaugurazione: veramente tantissime…

Ci sono fotografi che stimi in maniera particolare?
A parte i grandi Maestri della Fotografia, molti dei quali italiani, ci sono tantissimi autori contemporanei, anche emergenti e non necessariamente già arrivati, che stimo moltissimo per la coerenza narrativa o per l’evidente percorso che stanno compiendo. Ed è emozionante, per me, seguirli anche da lontano.

Se tu avessi per assurdo la possibilità di ritrarre un personaggio storico chi sceglieresti?
Oh bella! Che domandona! A pensarci Leonardo da Vinci: fotogenico lui, immaginando anche interessantissimo il suo studio-laboratorio! Magari il tutto fotografato usando il mio linguaggio misto documentativo-concettuale, in un BW potente e contrastato come la passione che certamente lo animava ed il mistero che lo avvolgeva!

Come è nata la mostra “Falsi d’autore”?
“Falsi d’Autore” è nata da un’idea di Libero Musetti, presidente del mio circolo, poi condivisa all’unanimità. Ognuno dei soci del Gruppo Fotografico Iperfocale di Pietrasanta, di cui sono vice presidente, ha liberamente interpretato la foto famosa di un grande autore. Il bello è che non ci siamo accontentati di replicarla semplicemente… No! Ci abbiamo messo del nostro, quasi in competizione con il maestro e con la foto originale, spesso con tagliente ironia!

Susanna Bertoni la potrete incontrare a Seravezza, presso le Scuderie Granducali, dal 25 febbraio al 6 marzo. Dal giovedì al sabato (dalle ore 15 alle 19) e la domenica dalle ore 10 alle 19.
L’ingresso alla mostra è libero.
Info sulla mostra “Falsi d’Autore”: http://www.seravezzafotografia.it/eventi/103.html

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