Katia Beni: “Ecco com’è nata la mia comicità”

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di Massimiliano Bardocci

Per la rassegna comico d’autore è andato in scena al teatro delle Commedie di Livorno lo spettacolo “Tutto sotto il tetto” che ha come protagonista assoluta la cabarettista toscana Katia Beni autrice di questo lavoro scritto assieme a Donatella Diamanti e prodotto in collaborazione con la Fondazione Sipario Toscana Onlus. Una serata molto divertente all’insegna della comicità che ha fatto registrare il tutto esaurito con scroscianti applausi da parte del pubblico presente rimasto entusiasta di questo lavoro grazie alla bravura e alla frenetica e vivace verve comica dell’attrice. Per sapere cosa succede “sotto un tetto” lo chiediamo direttamente a Katia Beni, che ringraziamo per la disponibilità concessa, subito terminato lo spettacolo: “E’ difficile dirlo, mi rendo conto sembra uno scioglilingua ‘Tutto sotto il Tetto’, ma l’idea nasce da un’esperienza personale e ci sono varie cose in questo spettacolo dove racconto i rapporti di coppia all’interno di un tetto, o meglio sotto, dove c’è una reazione diversa tra uomo e donna. Quest’ultima sotto un tetto fa mille cose e magari si riposa andando a lavorare. L’uomo invece quando entra in casa gli scatta la sindrome delle terme ed è rintronato. La parte centrale dello spettacolo, alla quale io tengo di più, dove io compro casa facendo un mutuo trentennale e all’età di ottanta anni la casa sarà mia sperando che non mi venga l’Alzheimer altrimenti rimarrà sì mia, ma non mi ricordo di averla acquistata. Da qui l’dea di doverla ristrutturare; dopo dei sopralluoghi con esperti del mestiere, pensavo di tornarci ad abitare dopo due mesi e invece la ristrutturazione è andata avanti per ben due anni. Quindi nello spettacolo viene raccontata l’odissea durante questo percorso che parte da comprare casa aprendo il mutuo, poi il periodo della ristrutturazione fino ad arrivare al Centro Ascolto Ristrutturatori Anonimi (CARA) perché quando si ristruttura ci si esaurisce il cervello e dopo questa esperienza sono sotto cura”.

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Come nasce la comicità di Katia Beni visto che in Toscana ci sono altri noti comici cabarettisti come lei?
“Sinceramente non lo so come nasce, io ho fatto la scuola di recitazione a Bologna, neanche in Toscana, dove mi sono diplomata dopo due anni e parlavo con una dizione perfetta, neppure si riconosceva che ero fiorentina. Finita la scuola ho ripreso a parlare toscano e quindi direi che è nata un po’ così quasi spontaneamente; ho iniziato a lavorare con il gruppo “Le Galline” e il nostro pigmalione era Alessandro Benvenuti. Dopo questa esperienza, ho iniziato a fare dei monologhi anche se non era una mia esigenza perché il teatro è bello anche con gli altri e a me piace molto lavorare in compagnia. Adesso sto collaborando moltissimo con Anna Meacci con la quale ho messo in scena lo spettacolo tutto da ridere ‘Ticket & Tac’ che ha come tema l’ospedale la malattia e la morte.”

Le piace fare più teatro, cinema o televisione?
“Attualmente faccio teatro perché adesso non ho opportunità né cinematografiche né televisive che spero ben vengano. Devo dire che mi piacerebbe rifare, e devo essere sincera, un’altra fiction televisiva un mio sogno nel cassetto, simile a “Carabinieri” dove il personaggio di Tina, la donna delle pulizie, che ho interpretato è stato molto apprezzato dal pubblico. Magari ricapitasse una cosa del genere, sarei contentissima”.

I prossimi impegni?
“Fra un mese debutterò al teatro Puccini di Firenze assieme a Anna Meacci con lo spettacolo dal titolo “Scoop” co-prodotto da Unicoop Firenze insieme alla Fondazione sipario di Cascina; uno spettacolo che parla di supermercato ma anche a modo nostro di temi e progetti di solidarietà che ruotano attorno a questa catena alimentare . Poi il 31 dicembre sarò a Cascina sempre con questo spettacolo. Un saluto e un bacio di cuore a tutti e seguitemi sempre”.

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