Goldoni, grande successo per la Traviata “moderna”

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di Massimiliano Bardocci

La scelta del regista Renato Bonajuto di ambientare “La Traviata” negli anni sessanta del secolo scorso è stata ben gradita, un poco meno dai tradizionalisti con i capelli bianchi, dal numeroso pubblico presente all’inaugurazione della stagione lirica 2015-2016 del Teatro Goldoni di Livorno. Il melodramma con la musica di Giuseppe Verdi, in tre atti su libretto di F.M. Piave tratto dal dramma “La signora delle Camelie” di A. Dumas figlio, era totalmente prodotto dalla Fondazione Teatro Goldoni e ha visto salire sul podio orchestrale il maestro Carlomoreno Volpini. Al suo esordio nel teatro livornese ma esperto e amante della partitura verdiana, ha diretto con ritmo e professionalità l’Orchestra Regionale Toscana trascinando il pubblico ad un ascolto sereno e commovente delle più celebri melodie di quest’opera nonostante una propria rilettura che però ha voluto mantenere sempre fedele alle volontà di Giuseppe Verdi. Si è trattato quindi di un lavoro teatrale molto colorato con atmosfere, per volontà del regista, cinematografiche ispirate a celebri capolavori come “Viale del Tramonto” di Wilder o “La dolce vita” di Fellini, e innovazioni riguardanti i costumi e le scene tutte moderne, che hanno così archiviato i classici costumi dell’800, avendo addirittura come sfondo della finestra della casa di Violetta la facciata del Teatro Goldoni di Livorno con tanto di alti lampioni.
Brillanti le scene del coro diretto dal maestro Maurizio Preziosi. Ottima l’interpretazione dei giovani artisti, affiancati da alcuni cantanti lirici già affermati in questo settore, che hanno dato vita alla vicenda del melodramma verdiano. Due erano i cast, con protagonisti al debutto, che hanno dimostrato di avere un lungo futuro davanti a loro per proseguire la propria carriera artistica e di essere stati all’altezza, sia nel canto che nella recitazione. Questi cantanti sono stati a lungo applauditi alla fine delle spettacolo che era iniziato con la presentazione al pubblico da parte di Alberto Paloscia, direttore artistico della stagione lirica, di Marco Leone nuovo direttore della Fondazione Teatro Goldoni di Livorno.

Alberto Paloscia, soddisfatto di questa “Traviata” che inaugura la stagione lirica del teatro Goldoni?
“E’ una grande soddisfazione perché soprattutto è una produzione effettuata interamente con forze interne del teatro Goldoni. Una “Traviata” moderna ma che non ha traviato le idee di Verdi che considerava quest’opera una delle più moderne da lui composte; voleva che fosse ambientata nella sua epoca ma la censura del tempo lo vietò, un dramma attuale dell’epoca verdiana che quindi noi abbiamo posticipato ai giorni d’oggi e precisamente agli anni del secolo scorso perché non si svolge nel 2000 ma bensì nel 1960 gli anni del benessere e della libertà sessuale riguardo al personaggio di Violetta. Una versione che valorizza oltre che nel canto anche nella recitazione giovani promesse, come Silvia Pantani e Marily Santuoro (Violetta) provenienti dai vari cantieri lirici affiancati da cantanti lirici già affermati in questo settore di spettacolo come il tenore di questa sera Angelo Fiore. Abbiamo voluto dedicare la serata di apertura a Mirco Pacini, punto di riferimento del palcoscenico del nostro teatro, già capomacchinista e responsabile degli allestimenti degli spettacoli prodotti dalla Fondazione Teatro Goldoni delle passate stagioni, scomparso prematuramente l’estate scorsa. E’ una “Traviata” organizzata dalle nostre forze senza di lui e penso che gli abbiamo fatto un omaggio e credo, nonostante non devo nascondere che tutti noi sentiamo la sua mancanza, che sicuramente dall’alto ride ed è felice per questo successo che abbiamo ottenuto”.

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