Sommelier del caffè, il barista Lenzi in finale

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Si è svolta a Livorno, alle Piantagioni del Caffè, la terza semifinale del campionato italiano di Cup Tasting del circuito Scae – Specialty Coffee Association of Europe, sponsorizzata da CSC – Caffè Speciali Certificati in collaborazione con Bunn. L’appuntamento ha riunito numerosi torrefattori, baristi e coffee lovers. Ha vinto un nome di spicco del mondo della caffetteria italiana: con 8 tazze individuate su 8 in 4’ 13” ha meritato il gradino più alto del podio Francesco Sanapo, titolare della torrefazione Ditta Artigianale e gestore dell’omonimo locale a Firenze. Più volte campione italiano baristi e classificato sesto al mondiale baristi Scae nel 2013, ha avuto dalla sua una lunga esperienza di assaggio e un buon sangue freddo. Secondo Andrea Cremone, 6 tazze in 3’ 36”: è barista presso il Bar Tazza Pazza di Genova. Ama il caffè di qualità e desidera approfondire ogni aspetto del suo lavoro, a cominciare da caffè e vino. Terzo Piero Lenzi del bar 4 Mori con 6 tazze in 5’ 16”: al banco bar da 32 anni, nel suo locale propone caffè de Le Piantagioni del Caffè. Piero si è detto soddisfatto e un po’ stupito del risultato ottenuto.
Quarto Leonardo Santetti, 5 tazze in 3’ 41”: studia design e si è avvicinato al mondo del caffè quasi per caso, ma se ne è innamorato e segue con assiduità numerosi corsi che lo riguardano.

Ha dato il benvenuto ai numerosi convenuti il presidente di Csc Enrico Meschini, che ha ricordando gli obiettivi dell’Associazione, in primis la promozione della qualità e del caffè di pregio. Ha inoltre sottolineato il recente conseguimento della certificazione Iso 22005, che assicura la tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera, dal chicco al confezionamento: un plus apprezzato e sempre più ricercato sia dal barista sia dal consumatore finale. È seguito un assaggio comparato di due caffè, uno estratto con modalità espresso e uno filtro, per i quali è stato utilizzato un caffè CSC biologico e certificato Fairtrade proveniente dalla Finca Alto Palomar nella provincia di Chanchamayo nel bacino fluviale del Rio delle Amazzoni, in Perù, dove cresce tra i 1200 e i 1800 metri. Si tratta di un caffè arabica lavato ed essiccato in forno, che in tazza sviluppa piacevoli note di miele, mandorla tostata e tabacco dolce, ancora più evidenti in questa annata che ha dato un raccolto particolarmente buono. Interessante la comparazione tra il gusto pieno dell’espresso con una lieve acidità seguita da una grande dolcezza in un retrogusto molto persistente; nuovamente piacevole e delicato nell’estrazione a filtro. Quindi ha preso il via la competizione, molto avvincente che ha visto i 13 concorrenti gareggiare a coppie (un concorrente a fronte dell’altro) lungo un lungo tavolo con due file di otto triplette di tazzina di caffè preparate in modalità filtro. La gara consiste nell’identificare in ogni tripletta la tazzina che contiene un aroma leggermente differente dalle altre due. Vince chi identifica più tazzine nel minor tempo.
La finale italiana si svolgerà a Firenze il 20 maggio; oltre a questa, CSC finanzierà la partecipazione del vincitore nazionale alla finale mondiale che quest’anno si terrà a Gothenburg, in Svezia dal 16 al 18 giugno.

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