Gabbione e storia del calcio amaranto in libro e video

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“Arnaldo Cardini, Umberto Rodinis, Pietro Schenone, Orazio Capanna, Giulio Heusch, i fratelli Ciampi e Beppino e Mario Chiappa, ascoltano incuriositi le parole di un loro coetaneo, un certo Domenico Carmichael, soprannominato Menio, figlio dell’allora console inglese a Livorno Mr. Montgomery Carmichael…..sta illustrando ai suoi amici le regole di un gioco della palla (il football) che aveva appreso da marinai inglesi sulle banchine del porto di Livorno…”

Venerdì 15 maggio, alle 18.30, alla Bottega del Caffè (viale Caprera 35), sarà presentato, in occasione del centenario del Livorno calcio, il libro Fischio d’inizio 1915, storia e storie del calcio a Livorno (Edizioni Erasmo), volume curato da Maurizio Mini e Fabrizio Pucci. Coordina l’incontro Aldo Galeazzi. Nel corso della presentazione saranno letti alcuni brani del libro.

Il calcio a Livorno va oltre l’aspetto sportivo e lo si può percepire ripercorrendone una storia lunga 100 anni e oltre. L’alternarsi di gioie e dolori nei risultati della squadra, nelle vicissitudini societarie, nelle capacità e nell’impegno dei giocatori, già ai tempi della vecchia Unione Sportiva fino all’odierna Associazione Sportiva Livorno calcio, spesso è stata ed è ancora oggi, per tanti tifosi, paradigma delle proprie attese di vita, delle proprie delusioni, dei propri stati emotivi.

Fischio d’inizio 1915 ripercorre questa storia, dalle origini al 2015, avvalendosi anche di scritti di Elisabetta De Paz, Ugo Canessa, Franco Chiarello, Massimo Seghetti e Luciano De Majo e di foto e immagini messe a disposizione da collezioni private e fotografi cittadini.

Il libro è il racconto che va della prima “pedata a un pallone” data agli inizi del novecento,  fino all’avventura nella massima serie, attraverso aneddoti, storie di derby e di campioni, e molto altro. Gli amanti del vintage potranno gustarsi i ricordi in banco e nero di chi ha visto nascere il “gabbione”, i monoteisti di fede amaranto invece potranno immergersi nelle testimonianze inedite, toccanti e al tempo stesso genuine, di chi ha giocato in varie epoche nelle fila del Livorno.

Nella stessa serata sarà proiettato anche il video “Gabbiadimatti” (Anthony Perkins Productions 2014) da un’idea di Luca Falorni, riprese di Paolo & Marco Bruciati, editing di Marco Bruciati & Falco Ranuli, i pezzi  “Dyufa” ed “Echecaz” sono di Pablito El Drito.

Il video racconta la storia della nascita di una particolare derivazione del calcio, il Gabbione, che si gioca solo a Livorno, sul Lungomare come in città, sin dagli anni ’50, per i motivi esposti nel lavoro dagli stessi inventori di tale pratica sportiva, ormai tutti veleggianti verso gli 80, ma sempre livornesi coriacei e tosti in tutti i sensi : quel che ne viene fuori è uno spaccato di un mondo sportivo, umano e sociale, profondamente mutato nel tempo come mutata è la nostra città, ma che qualcosa ha lasciato nella memoria e nella pratica odierna, come si vede anche dalle immagini di gioco e dei luoghi della città di adesso, abitati ancora dagli stessi inventori, a parte quello più famoso, il futuro capitano dell’Inter del Mago, Armando Picchi, morto prematuramente nel 1971.

Lo stesso gabbione è, senza alcuna ombra di dubbio, il padre dell’odierno calcetto a cinque, anche se il primo è molto più dinamico e divertente, oltre ad essere, ancora adesso, il rito iniziatico per eccellenza di ogni cucciolo maschio (ma in ultimi venti anni spesso anche femmina) per entrare nella tribù labronica.

Hanno partecipato alle riprese del video I Leoni del Gabbione: Enrico Capecchi, Enrico “Eolo” Falorni, Mauro Lessi ed i loro amici Roberto Bastrei,
Lucio Dellabarba, Leone Lonzi,
Dino “cucciolo” Manzi. Ma anche i gabbionisti moderni: Leonardo Ara, Roberto Aldegheri, Fabio Cosimi, Gianluca Lunardi, Mirco Paggini, Giacomo Serena, Paolo Taradash;

Si ringrazia per l’aiuto : Nedo Raglianti, Sergio Piancastelli della Polisportiva Banditella, la Direzione del Bar Baracchina Rossa e dei Bagni Fiume di Livorno.

 

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