Foto. La giovane artista Giulia presenta la mostra “I Rise”

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di Jacopo Razzauti

Si intitola “I rise”, che tradotto è mi rialzo, ed è una mostra dedicata alle donne che ogni giorno trovano la forza di andare avanti nonostante tutto. Lo spunto per il titolo della mostra viene dalla poesia di Maya Angelou “Still I rise”.  “I rise” è un’esposizione di 18 fotografie della giovanissima livornese Giulia Pacini, e verrà inaugurata al caffè letterario “Le Cicale Operose” (corso Amedeo 101), martedì 24 maggio alle ore 18.

Un’esposizione di foto di donne con lo sguardo stanco, rassegnato, donne che quotidianamente svolgono un duro lavoro. Donne forti che in silenzio rivestono un ruolo fondamentale nella società. Madri giovanissime che fin da bambine hanno svolto un ruolo di mamma coi fratelli, donne che hanno mariti che vedono pochissimo e che, di solito, molto più grandi di loro.

Giulia Pacini, classe 1994, è nata a Livorno, è sempre stata appassionata di fotografia, passione trasmessa da entrambi i genitori. La sua casa è affollata di libri sulla fotografia che l’hanno accompagnata nel suo percorso di ricerca e di scoperta sull’argomento. A 15 anni si iscrive a un corso di foto e da quel momento la passione ha avuto ancora più forza. Giulia  ha avuto l’occasione di vivere per un mese in Tanzania, a Dodoma, il suo alloggio era di fronte all’ospedale, il St. Gemma Hospital, e ogni giorno si recava nel reparto di maternità. È in questo contesto che ha conosciuto donne coraggiose come medici e infermiere che l’hanno portata a conoscere le donne della Tanzania, i loro bambini. Giulia è entrata nelle loro case, ha immortalato emozioni, momenti, ed eccola che ci racconta.

Abbiamo incontrato questa giovane artista, il suo entusiasmo, il suo sguardo e il suo sorriso aperto ci contagiano subito.

Uno dei fotografi che ami?
Sebastiao Salgado. Le sue foto raccontano con un’umiltà e un’umanità sconvolgenti la vita dei popoli e degli uomini che ha incontrato durante i suoi giri per il mondo.

Giulia, tu ami molto viaggiare: cosa cerchi nel viaggio?
Qualunque viaggio per me è scoperta di nuove realtà, di nuove culture, consuetudini e che mi arricchiscono. Viaggiare mi permette di frugarmi dentro e di comprendere un po’ di più me stessa e anche gli altri intorno.

Cos’è per te la diversità?
Ho imparato che giudicare è un’arte da miopi, che è fondamentale la conoscenza della diversità, che va apprezzata in modo che diventi una risorsa, fonte di ricchezza e stimoli per la crescita di ognuno di noi.

Giulia, cosa vuoi dirci con le tue foto?
Voglio raccontare storie, soprattutto di chi è in difficoltà.

Come è nato il progetto “I rise” che porterai alle Cicale Operose?
I titolari del locale “Le Cicale Operose”,  (Federico Tortora e Maristella Diotaiuti), luogo aperto alla cultura femminile, sono stati entusiasti di questa idea: porterò 18 foto che ho scattato nel mio soggiorno in Tanzania, foto che ritraggono donne nelle loro case, coi loro bambini. Venite a scoprirle! Vi aspetto!

 

 

 

 

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