“Exit” al Grattacielo. Intervista ai protagonisti

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Per la 61ma rassegna teatrale 2015-2016 del Piccolo Teatro Città di Livorno, un week end all’insegna di EXIT, di Fausto Paravidino, per la regia di Andrea Iacoponi. Venerdì 18 e sabato 19 marzo (ore 21.30) e domenica 20 marzo (alle ore 17.30) al Centro Artistico il Grattacielo (via del Platano) saliranno sul palco Marco Mastrosimone, Giovanna Gorelli, Claudia Culzoni e Edoardo Colombi Brivio.

Quilivorno ha incontrato una delle attrici, Giovanna Gorelli e il regista, Andrea Iacoponi, per conoscere meglio questo spettacolo tanto atteso in città.

Giovanna, qual è il ruolo in cui ti senti meglio quando sei attrice: drammatica come la deportata di Charlotte Delbo in “Chi porterà queste parole?” in cui avevi uno dei ruoli più importanti… oppure? 

Ogni spettacolo è una storia a sé. Quello della Delbo è un percorso doloroso, profondo, interiore che va a svegliare anche gli animi più “duri”.  EXIT è una storia molto comune, sfido qualunque coppia con qualche anno di convivenza alle spalle a non ritrovarsi in almeno una delle scene dello spettacolo. È un po’ lo specchio di noi stessi. Amo gli spettacoli che faccio perché mi regalano sempre grandi emozioni ed io sono una che vive per le emozioni. Il mio desiderio ? Fare uno spettacolo comico… una comicità intelligente, non becera o boccaccesca. Chissà… Mai dire mai. Mi piacerebbe lavorare con la Pasqui. Chissà magari legge e mi ingaggia!

Come sei giunta nello spettacolo EXIT? 

Un giorno (quasi due anni fa) Andrea mi ha mandato un messaggio dicendomi che aveva tra le mani un testo “esagerato” e che gli sarebbe tanto piaciuto metterlo in scena. Mi ha inviato il copione per sapere cosa ne pensassi ed è stato amore a prima vista.

Come è stato lavorare con Andrea Iacoponi? E con il resto del gruppo.

Andrea lo conosco da più di 10 anni. È un pazzo scatenato! Se sei in scena con lui può capitarti di tutto, abbiamo fatto diversi spettacoli insieme ed ogni replica con lui accanto non è mai la stessa. Come regista è la seconda volta che lavoriamo insieme. La prima esperienza è stata “La malattia della famiglia M.” sempre di Paravidino. Ha un debole per questo autore e devo dire che grazie a lui ho imparato a conoscerlo ed a apprezzarlo.  Andrea è un  regista “fuori dagli schemi”  nei suoi spettacoli c’è sempre quel pizzico di follia che spruzza sapientemente qua e là. Ama mettere sempre un po’ di ironia anche nelle cose più drammatiche. Un po’ come succede nella vita.  Con gli altri attori ( mi fa sempre un certo effetto definirci così…) c’è un’ottima sinergia . Con Marco Mastrosimone e Edoardo Colombi Brivio abbiamo recitato ne “La malattia della Famiglia M.” Marco è un “lord” sempre carino, estremamente educato, preparatissimo (è stato il primo ad imparare tutto il copione da subito) e spesso è il mio suggeritore personale anche in scena.  Edoardo è una forza. Con lui in scena ci si diverte veramente, spesso nascono risate spontanee non previste dal copione. Poi c’è Claudia Culzoni. La prima esperienza insieme… Devo dire molto positiva.  Claudia è molto brava ed è piacevole e stimolante lavorarci insieme. Poi abbiamo i due assi nella manica. Il nostro Staff :  Francesco e Francesca. Determinanti per la riuscita dello spettacolo. Instancabili. Generosi. Divertenti. Sono un vero collante dentro e fuori lo spettacolo. Infine c’è Lui. Berto. Il cane di Francesca. Che si è sorbito tutte le prove e che il nostro “pazzo” regista ha ritenuto giusto mettere in scena con noi .

Il tuo prossimo progetto. Hai già un’idea?

Ho un mare di idee anzi devo dire abbiamo un mare di idee perché in ogni progetto con me c’è sempre la mia amica Veronica Socci che invece di sedarmi, alimenta le idee più strampalate e con la sua creatività di architetto rende possibile l’impossibile.

 

Che cosa vuoi dire ai nostri lettore affinché vengano a vederti al Grattacielo e applaudirti?

Di regalarsi due ore… Non abbiamo la presunzione di svelare verità nascoste, ma di raccontare una storia. La storia di una coppia come ce ne sono tante e ci auguriamo di farlo col sorriso sulla bocca.
Ed ecco anche alcune domande al regista, Andrea Iacoponi:

E tu, Andrea, come sei giunto allo spettacolo EXIT?

Ho conosciuto l’autore Fausto Paravidino leggendo una sua commedia, “La malattia della famiglia M.” che poi ho messo in scena nell’anno 2012; facendo una ricerca dei suoi lavori sia in teatro che al cinema mi sono “imbattuto” su un’ottima recensione del suo spettacolo EXIT, questa cosa mi ha talmente interessato a tal punto da contattare direttamente Paravidino e ricevere da lui stesso il copione e l’autorizzazione alla messa in scena.

Di cosa parla?

Si parla di una coppia in cui c’è qualcosa che non funziona più per una serie di motivi, ma forse non sono neppure quelli, comunque andranno alla ricerca di se stessi fuori dalle loro quattro mura, si imbatteranno in altri due personaggi e la loro vita si complicherà non poco.

Perché la necessità di un testo così?

La necessità, se vogliamo chiamarla così, sta nel cercare di raccontare in forma teatrale cosa può scatenare la crisi di coppia e le sue conseguenze, dalla crescente incomunicabilità alla difficoltà “psicologiche” del dirsi addio.

 

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