Due donne ne portano sul palco 23. L’intervista

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Quello che andrà in scena sabato 14 novembre (ore 17) nell’ambito di Sharing Lab agli ex-Asili Notturni (via G. M. Terreni) vedrà la restituzione integrale del testo “Chi porterà queste parole?” di Charlotte Delbo. Regia di Francesca Talozzi e Alessia Cespuglio per il progetto “Germogli di Memoria” di Effetto Collaterale.

In scena 23 donne che daranno la voce a quella orribile esperienza corale di vita e di morte, di atrocità e stupore, di battaglia e di resa della vita in un campo di concentramento. Prive di qualsiasi oggetto scenico e di qualsiasi scenografia ‘canteranno sempre insieme’ cercando di tenere unito ciò che l’orrore non riuscì a dividere: il ricordo delle une per le altre, la testimonianza per tutte. Un unico personaggio dunque, sul palco, anzi, una “personaggia”.

Testo inedito e mai tradotto in Italia, “Chi porterà queste parole?” racconta il dramma, ma anche la capacità di resistere e sopravvivere di 23 donne che, insieme a Charlotte Delbo, hanno vissuto l’orrore di Auschwitz-Birkenau. Dato alle stampe a Parigi nel 1967 con la trilogia “Auschwitz e dopo”, il testo teatrale “Chi porterà queste parole?” fu scritto da Charlotte Delbo una volta tornata dalla Polonia con il chiaro intento di tramandare la memoria di quello che successe, di riferire la vita e il coraggio di tante compagne di prigionia che non fecero mai ritorno.

Charlotte Delbo fu intellettuale comunista e partigiana francese (di origini italiane), arrestata il 2 marzo del 1942 con l’accusa di aver stampato e distribuito, insieme al marito, materiale di propaganda anti-nazista.
Il 23 gennaio 1943, insieme a 229 donne della resistenza francese, venne deportata nel campo di concentramento di Auschwitz e, più precisamente, nella sezione femminile di Birkenau.

Ecco che abbiamo incontrato le due registe, Francesca Talozzi e Alessia Cespuglio, che hanno diretto le altre donne nella creazione della “personaggia” del testo della Delbo.

Francesca Talozzi

Nata a Livorno?
Yes, yes, yes a Villa Tirrena.

Anno?
1963, nevicava.

Descriviti come donna in 5 parole.
Lenta, fedele, femminista, antiquata, fiduciosa.

Cosa sognavi di fare da grande?
Archeologa.

Il tuo libro sul comodino.
“La storia” di Elsa Morante.

L’ultimo libro che hai letto?
“Spettri miei compagni” di Charlotte Delbo.

A cosa non potresti mai rinunciare?
All’amore.

Vegano o bistecca al sangue?
Brutte tutt’ e due

Un tuo difetto.
Egocentrismo.

Un pregio di cui vai fiera.
Coraggio.

Descriviti come regista/attrice in 5 parole.
Lenta, fedele alle maestre e ai maestri, femminista, di ricerca, sperimentale.

Come hai conosciuto Alessia?
Per telefono.

L’impressione che hai avuto di lei appena l’hai vista.
Di forza.

Quanto conta il pubblico?
Tutto

Lo spettacolo a cui sei più affezionata.
Tutti

“Chi porterà queste parole?” di Delbo. Com’è nata l’idea?
Da un caso del destino.

Com’è stato lavorare con più di 20 donne che avete trasformato in una “personaggia”?
Immensamente infinito (si può dire?).

E com’è questa “personaggia”?
Fondamentale.

Qual è stata la soddisfazione più grande quando avete dato vita a questo spettacolo?
Mettere insieme le idee sceniche di tutte.

E il limite?
23 donne in scena non hanno limiti, per definizione.

Nuovi progetti?
Sala da ballo per coppie di danzatrici.

Livorno: cosa dovremmo fare per lo spettacolo?
Portarci le scuole, trovare dei finanziamenti, sostenerlo, venirlo a vedere senza avere paura della durata e fermarsi a discuterne con noi tutte.

Alessia Cespuglio

Nata a Livorno? 
Si

Anno?
1979

Descriviti come donna in 5 parole…
Madre- attrice-cittadina- lavoratrice- sognatrice

Cosa sognavi di fare da grande?
L’attrice

Il tuo libro sul comodino…
“Spettri miei compagni” di Charlotte Delbo

L’ultimo libro che hai letto?
“Spettri miei compagni”

A cosa non potresti mai rinunciare?
Al palcoscenico

Vegano o bistecca al sangue?
Bistecca al sangue (anche se di rado)

Un tuo difetto?
Insicurezza

Un pregio di cui vai fiera?
Resistenza entusiastica

Descriviti come regista/attrice in 5 parole.
Dinamica- affettiva- solidale- famelica- liquida

Come hai conosciuto Francesca?
Mi ha chiamato un giorno per telefono, le serviva un’attrice

L’impressione che hai avuto di lei appena l’hai vista?
Inizio di un destino

Quanto conta il pubblico?
Conta conta!

Lo spettacolo a cui sei più affezionata?
Sono una mamma con tanti figli

“Chi porterà queste parole?” di Delbo. Com’è nata l’idea…
Francesca ha portato il testo

Com’è stato lavorare con più di 20 donne che avete trasformato in una personaggia?
È uno dei lavori più belli che abbia mai fatto, ogni prova mi stupisco di come possa accadere e mi sento grata e al tempo stesso responsabile per tutte

E com’è questa personaggia?
La “personaggia” è composta da 24 individualità diverse, con anni, esperienze, vite che si amalgamano in un unico sentire. è forte, è potente, è generosa. Pretende molto da ognuna di noi.

Qual è stata la soddisfazione più grande quando avete dato vita a questo spettacolo?
Averlo pensato e realizzato, come e meglio di come l’avevamo solo intuito all’inizio. È l’esperienza dello spettacolo e non lo spettacolo stesso a rendere unica questa esperienza.

E il limite?
In questa fase è ancora molto faticoso organizzativamente, ed emotivamente. Ma sarà il palco a lenire ogni fatica.

Nuovi progetti?
Tanti. Ma ufficialmente da questo spettacolo, d’ora in poi il gruppo si conferma come compagnia stabile. Siamo pronte a tutto.

Livorno: cosa dovremmo fare per lo spettacolo?
Dignità ai lavoratori dello spettacolo, sostegno degli sforzi prodottivi dei più “deboli” e organizzare una rete promozionale che abbia il coraggio di sostenere la città tutta, promuovendo la splendida diversità di ognuno, accettando che tutti stiamo concorrendo a rendere Livorno una città migliore.

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