Convegno “A scuola con Pasolini”

Una scoperta e un approfondimento dell’opera del grande autore a 40 anni dalla morte

“A scuola con Pasolini” ha abbracciato un ampio programma di iniziative con cui i professori e gli studenti hanno coinvolto la città di Livorno nella rivelazione dell’opera di Pasolini, un artista ancora oggi considerato scomodo da alcuni, ma che proprio per questo ai più giovani appare come una figura capace di offrire uno sguardo originale e interessante sulla contemporaneità. La sua coerenza intellettuale, la sua razionalità appassionata, il suo modo totale di sentirsi artista, non possono non attrarre l’interesse degli studenti e aiutarli a comprendere che un modo alto, intimamente umanistico, di fare cultura, come quello di Pasolini, può essere prezioso per comprendere la realtà. Un’occasione dunque, il progetto “A scuola con Pasolini”, di arricchimento e di crescita poiché è stato possibile verificare come a quarant’anni dalla morte un autore così poliedrico ed eclettico sia ancora capace di attrarre, coinvolgere e “sconvolgere” i giovani.

Il progetto è stato portato avanti dai professori Laura Cantini, Cristiana Chiti, Luca Pedroni, Francesca Vuat, Antonella Del Chiaro, Maria Luisa Bonanno, Rossana Mazzei, Silva Sandroni, Elena Scigliuzzo, Elisabetta Porta.

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Notizie sui relatori

Maurizio Lupinelli

Maurizio Lupinelli comincia ad affermarsi nel panorama teatrale italiano nel 1986 con lo spettacolo Harvè Harvè, insieme a Danilo Conti, per la regia di Maria Martinelli. In seguito lavora con Marcello Aliprandi nel film Quando non c’erano ancora i Beatles, prodotto da Rai 3. Nel 1989 realizza con Eugenio Sideri realizza La mia casa, da H. Böll, presentato al festival di Santarcangelo e seguito da una fortunata tournée nei due anni successivi.

Dal 1990 fa parte del Teatro delle Albe ed è membro di Ravenna Teatro (Centro stabile di promozione e ricerca teatrale), con cui realizza Incantati, All’inferno, Perindherion, I Polacchi, Sogno di una notte di mezza estate, I Refrattari, Salmagundi, scritti e diretti da Marco Martinelli, spettacoli che vanno in scena nei maggiori teatri italiani ed europei. Nel 1991 Lupinelli fonda, insieme a Marco Martinelli, la non-scuola, esperienza teatrale all’interno degli istituti superiori di Ravenna, tuttora in atto. Si tratta di un’esperienza che coinvolge, ogni anno, oltre 400 giovani e che è divenuta punto di osservazione per molti studiosi ed addetti ai lavori. Dal 1997 inizia a lavorare con ragazzi portatori di handicap, sia fisico che psichico: realizza a Ravenna Woyzech. Nel 1999 a Lerici (SP) inaugura una collaborazione con il centro disabili Pl.e.ia.di e debutta nel giugno 2000 con Hallo Kattrin, tratto da Madre coraggio di B.Brecht. Allo spettacolo si affianca un importante progetto di studio e il convegno “Verso un teatro degli esseri”, coordinato da Gerardo Guccini (docente del D.A.M.S. di Bologna), al quale prendono parte i più importanti gruppi teatrali e i maggiori artisti che lavorano con situazioni di disagio. Nel 2001 realizza con Eugenio Sideri Ella di Achternbusch, spettacolo che per l’intensità dell’interpretazione gli è valso la segnalazione ai Premi UBU come migliore attore italiano. Nel 2004 con la messa in scena di Uno Studio per Marat-Sade tratto dal Marat-Sade di Peter Weiss prosegue l’esperienza con il centro disabili Pl.e.ia.di. Nel 2007, per volontà di Armunia Festival Costa degli Etruschi, il progetto approda nella provincia di Livorno e porta alla realizzazione del MARAT, liberamente tratto da Marat-Sade di Peter Weiss, prodotto da Armunia e Casarsa Teatro, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pl.e.ia.di. di Lerici e il Consorzio Nuovo Futuro di Rosignano Marittimo (LI), con oltre  quaranta protagonisti tra attori diversamente abili della Bassa Val di Cecina e del territorio spezzino, studenti delle scuole superiori e allievi della Non-Scuola di Ravenna. Nel 2008 a Milano il MARAT ha inaugurato il Teatro La Cucina nell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, luogo di pena e di cura convertito in luogo d’arte grazie all’impegno dell’Associazione Olinda. Nel 2006 Maurizio Lupinelli decide di uscire dal Teatro delle Albe e fondare nel 2007, con Elisa Pol, la compagnia Nerval Teatro. Nel 2007 inizia un viaggio artistico attraverso i testi teatrali di Antonio Moresco. Interpreta Fuoco Nero -monologo scritto in omaggio a Lupinelli stesso-, e l’anno successivo firma la regia di Magnificat che ha quale protagonista Elisa Pol. Entrambi gli spettacoli hanno debuttato al festival Inequilibrio di Armunia, Castiglioncello (LI). Nel 2008 cura la direzione artistica del progetto I Crociati, che si articola in una serie di laboratori rivolti ad adolescenti delle scuole di Afragola e del campo rom di Scampia. Il progetto è stato promosso da PuntaCorsara e Fondazione Napoli Festival. Nel 2009 è impegnato nell’allestimento di AMLETO!, dall’Amleto di William Shakespeare, prodotto da Armunia e Olinda nell’ambito del progetto Incontro Mancato. Lo spettacolo debutta nel 2009 alla Festa del Teatro di Milano e ha come protagonisti in scena i ragazzi del Consorzio Nuovo Futuro di Rosignano Marittimo e un gruppo di ragazzi e adulti ospiti dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini. Nel 2010 Maurizio Lupinelli firma Appassionatamente, una scrittura originale tratta dai testi dell’autore austriaco Werner Schwab. In scena oltre allo stesso Lupinelli, due attori professionisti e tre attore disabili. Il lavoro debutta a Ravenna Festival e viene prodotto da Armunia, 3 Bis F di Aix En Provence, Olinda (Teatro La Cucina ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano), Arboreto (Teatro dimora di Mondaino) e Istitut Français ed è protagonista di numerose repliche in Italia e in Francia. Nel 2011 dirige Psicosi delle 4 e 48 di Sarah Kane con in scena Elisa Pol, che debutta al festival Inequilibrio. Sempre nello stesso anno cura la direzione artistica di Teatro portasud, un progetto di teatro e comunità rivolto ai cittadini dei quartieri degradati di Marghera. Dopo avere guidato una ventina di attori-abitanti in un percorso di avvicinamento al teatro debutta nella corte di via Rinascita con Mercanti, messinscena liberamente tratto dal Mercante di Venezia di Shakespeare. L’ iniziativa è promossa  dal Comune di Venezia, Etam -Animazione Comunità e Territorio in collaborazione con Echidna- paesaggio culturale. Nel 2012 debutta al festival Inequilibrio di Armunia con Che cosa sono le nuvole, liberamente tratto dall’omonimo cortometraggio di Pier Paolo Pasolini. In scena 13 attori diversamente abili, utenti della Cooperativa Tre, Consorzio Nuovo Futuro di Rosignano Marittimo con cui lavora da anni.

Paolo Lago

Paolo Lago è dottore di ricerca in Letterature Straniere e Scienze della letteratura presso l’università di Verona e attualmente sta frequentando un dottorato in Scienze linguistiche, filologiche e letterarie presso l’Università di Padova. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste di letteratura e di cinema rivolgendo i suoi interessi principalmente alla comparatistica e alla critica tematica. Fra le pubblicazioni ricordiamo le monografie: L’ombra corsara di Menippo. La linea culturale menippea, fra letteratura e cinema, da Pasolini a Arbasino e Fellini (Firenze, 2007) e I personaggi classici secondo Metastasio (Verona, 2010). E’ ex studente del Liceo Classico Niccolini di Livorno

Roberto Chiesi

Critico cinematografico e curatore del Centro Studi – Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna, è membro del Comitato di redazione del mensile «Cineforum» e del Comitato scientifico di «Studi pasoliniani». Scrive anche per i periodici «Segnocinema», «Cinecritica» e «Cinemasessanta».

È autore di monografie dedicate ad attori (Alain Delon, 2002; Gérard Depardieu, 2005) e registi (Jean-Luc Godard, 2003) del cinema francese, edite da Gremese e ha curato le monografie Hou Hsiao-hsien – Cinema delle memorie nel corpo del tempo (Le Mani, Recco, 2002), Pasolini: il cinema in forma di poesia (Museo del cinema di Torino, 2006), Marcello Mastroianni, attore di teatro (Cineteca di Bologna-Le Mani, 2006), Pasolini, Callas e «Medea» (FMR-Franco Maria Ricci, 2007), Pier Paolo Pasolini Poet of Ashes (City Lights – Titivillus, 2007), La rabbia di Pier Paolo Pasolini (Cineteca di Bologna, 2009), Fuoco! Il cinema di Gian Vittorio Baldi (Cineteca di Bologna, 2009) e I magliari di Francesco Rosi (Cineteca di Bologna, 2009).

Ha inoltre collaborato al Dizionario critico dei film dell’Enciclopedia Treccani (Roma, 2004), alla Storia del cinema italiano 1970-1976 (Marsilio, Venezia, 2008), ai numeri monografici di “Cinémaction” dedicati a Rainer Werner Fassbinder e Luchino Visconti e ai volumi Pasolini und der Todt (Pinakothek der Moderne, Monaco 2005), Pasolini O sonho de uma coisa (Cinemateca Portuguesa – Museu do Cinema, Lisbona, 2006) e Progetto Petrolio (CLUEB, Bologna, 2006).

Stefano Casi

Giornalista professionista, ha lavorato dal 1987 come giornalista culturale e critico per quotidiani (“l’Unità”, “la Repubblica”) e riviste. Dal 2002 collabora con il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna, in cui attualmente è professore a contratto.

Dal 1997 al 2009 è direttore artistico della programmazione di Teatri di Vita. Ha curato la drammaturgia di alcuni spettacoli di Andrea Adriatico, è stato co-sceneggiatore del film Il vento, di sera di Andrea Adriatico (2004), presentato al Festival del Cinema di Berlino.

Ha scritto numerosi saggi sull’opera di Pasolini, in particolare Pasolini, un’idea di teatro (Campanotto Editore, 1990), I teatri di Pasolini (Edizioni Ubulibri, 2005). Ha scritto numerosi interventi critici sul teatro contemporaneo, di cui si ricorda Il teatro inopportuno di Copi (Titivillus, 2008).

Francesca Tuscano

Francesca Tuscano è nata il 7 settembre 1964. Ha lavorato come burattinaia, insegnante (di russo e di italiano), archivista e traduttrice. Ha scritto di storia della musica russa e italiana, di teatro russo del Novecento, di traduzione dal russo (in Italia), di rapporti tra cultura italiana e cultura russa, e di letteratura italiana contemporanea (in particolare, di Alvaro e Pasolini). Ha scritto i libretti delle opere – Incontro (tratta da Occhi sulla Graticola di Tiziano Scarpa, musica di Fausto Tuscano), La canzone del re (musica di Fausto Tuscano) e Parole-morte (ispirata all’opera di Lovecraft, musica di Juan García Rodríguez). Ha pubblicato la raccolta di poesie M.Y.T.O., scritta con Damiano Frascarelli (Edizioni EraNuova, 2003), il pezzo per teatro Come si usano gli articoli ne “I diritti dei bambini”, scritto con Daniela Margheriti (Rubbettino, 2005) e La notte di Margot (Hebenon-Mimesis, 2007). Sue poesie sono state pubblicate in Terra e scrittura. Voci dalla cultura calabrese (Paideia, 2003) e Oro in tavola. Conversazioni e ricette sull’olio, di Grazia Furferi (Paideia, 2003). Ha tradotto e curato La fine del cinema? di Roman Jakobson (Book Time, 2009) e pubblicato La Russia nella poesia di Pier Paolo Pasolini (Book Time, 2010).

 

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