Conferenza sul Teatro Rossini al Circolo Masini

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Mercoledì 17 febbraio alle ore 16, presso il Circolo Masini, nuovo appuntamento con la storia locale e dopo le conversazioni tenute sul Teatro degli Avvalorati e sul San Marco, il presidente Fulvio Venturi parlerà del Teatro Rossini, scomparso dalla mappa cittadina dopo la seconda guerra mondiale. Questo teatro, gestito dall’Accademia dei Fulgidi ed inaugurato nel 1842, sorgeva in un zona centralissima della città sull’area che era stata occupata dal cosiddetto “Casone”, una caserma granducale abbattuta dopo il 1830. Il teatro s’innalzava appunto fra l’attuale Via dei Fulgidi e la via Rossini. Era una struttura di dimensioni contenute, ma molto elegante e funzionale in virtù di un ampio palcoscenico. I suoi interni erano rifiniti con lucide modellature di gesso “a scagliola” ed il “foyeur” – la sala di ritrovo ed accoglienza – impreziosito da quattro cariatidi del famoso scultore Giovanni Dupré. Il Rossini ospitò stagioni liriche molto rilevanti qui furono messe in scena per la prima volta a Livorno opere come Nabucco, Ernani, I due Foscari, Giovanna d’Arco e, più tardi, Mefistofele, Carmen, Fedora, Adriana Lecouvreur, Madama Butterfly, ed il mascagnano Zanetto.

Sul palcoscenico del Rossini si misurarono anche le più importanti compagnie di prosa nazionali ed internazionali. Sotto questo profilo una lunga stagione con Adelaide Ristori (1864), la “prima assoluta del Sogno d’un tramonto d’autunno dannunziano (2 dicembre 1905, Compagnia Fumagalli, Teresa Franchini nei panni della Gradeniga), ed il passaggio della bellissima Georgette Leblanc che recitò nel Pélleas et Melisande di Mæterlinck (1914) sono rimasti nella memoria storica livornese. Dopo la chiusura avvenuta nel 1924 il Teatro Rossini fu colpito durante il bombardamento del 28 giugno 1943. Al termine della guerra si discusse a lungo se recuperare l’edificio alla sua funzione, oppure se trasformare radicalmente ciò che rimaneva di esso. Fu scelta la seconda soluzione e sulle sue fondamenta si edificò una banca. Venturi completerà la sua esposizione con la proiezione d’immagini storiche, disegni, e ritratti d’artista.

 

 

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