“In chiave di violino” in Goldonetta

Mediagallery

Si conclude giovedì 7 maggio, alle ore 21 alla Goldonetta, la rassegna “Classica con gusto”, il cartellone dedicato alla musica da camera giunto alla sesta edizione del Teatro Goldoni realizzato in collaborazione con Menicagli pianoforti ed il M° Carlo Palese. E sarà proprio il Maestro Palese che oltre a presentare come di consueto al pubblico la serata finale secondo lo stile colloquiale e familiare proprio della rassegna, sarà protagonista al pianoforte sul palcoscenico con un artista ospite d’eccezione che porterà nell’elegante “ridotto” del Goldoni il suono della più importante orchestra del mondo, i Berliner Philarmoniker: si tratta del violinista Alessandro Cappone che entrò nella prestigiosa formazione nel 1980 quale musicista più giovane in assoluto (22 anni), e da allora ha sviluppato la sua carriera nei più grandi palcoscenici del mondo sia in qualità di membro dell’Orchestra che come solista e camerista.

La serata dal titolo “… In chiave di violino”, consentirà così di ascoltare pagine di straordinaria bellezza musicale nell’interpretazione del Primo Violino e Concertatore dell’Orchestra d’Archi “Solisti dei Berliner Philarmoniker”, incarico che Cappone ricopre dal 2002. Al suo fianco, il pianista Palese, pluripremiato in importanti concorsi pianistici internazionali, che vanta un’attività concertistica trentennale che lo ha portato a tenere concerti in molti paesi europei e negli U.S.A.

E’ la prima volta che i due musicisti suoneranno insieme: un fatto che rientra nello spirito del “salotto” musicale di “Classica con gusto”, che si è caratterizzato negli anni anche come crocevia di esperienze e culture che si incontrano. E’, inoltre,  anche una dimensione propria della musica da camera, che spesso vede esibirsi complessi consolidati ma a volte offre, come in questo caso, la freschezza dell’estemporaneità ed originalità.

Affascinante e vario il programma della serata, che si aprirà con la Sonatina op. 100 di Antonín Dvorak, un pezzo gioioso con la  parentesi struggente del tempo lento che è un canto dei nativi americani, i “pellirosse”, esemplare dello stile del compositore ceco: come la celebre Sinfonia Dal Nuovo Mondo rappresenta il punto di incontro di un’anima slava con il mondo americano. Seguirà la Sonata in mi minore K 304 di Wolfgang Amadeus Mozart: scritto nel 1778, a Parigi, è un brano in due movimenti il secondo dei quali è una danza, come si usava convenzionalmente all’epoca; il tributo alla moda corrente si limita però alla cornice, tanto grandi sono la tensione drammatica ed il  tono malinconico che pervadono questo lavoro, che rappresenta anche il raggiungimento di un eccezionale punto di equilibrio espressivo tra i due strumenti.

Composta nel 1886 e dedicata al grande violinista Eugéne Ysaye la Sonata il La maggiore di César Franck che chiuderà il concerto; è una delle opere più grandi e celebrate del repertorio per violino e pianoforte, una vasta forma ciclica in cui i temi ritornano quasi “chiamandosi” da un movimento all’altro. E’ un capolavoro in cui il musicista belga raggiunge il vertice della propria creatività in termini di equilibrio formale e strumentale, lirismo e impegno virtuosistico; un “viaggio” musicale caratterizzato da una raffinatezza armonica senza pari in cui l’Autore tratta la “materia” sonora toccando il limite della rarefazione e, per contrasto, della massima densità.

Biglietti (posto unico numerato € 10) in vendita  con orario 17 – 20 presso il botteghino del Teatro Goldoni (tel. 0586-20.42.90); al termine del concerto momento conviviale offerto dagli organizzatori. Tutte le informazioni su www.goldoniteatro.it

Riproduzione riservata ©

2 commenti

 
  1. # Teseo

    Il Maestro Palese è un artista e un grande professionista.

  2. # Teseo

    Ho sentito il concerto. Hanno suonato bene (a parte qualche trascurabile sbavatura di Cappone nel primo tempo di Dvorak). Ma forse il programma poteva essere più “leggero”… non è da tutti seguire Frank alle 10 di sera. A parte questo un grandissimo elogio al Maestro Palese che ha creato un ciclo di concerti di qualità, che non è poco per una città come Livorno.

I commenti sono chiusi.