Intervista alla band livornese MHz

di admin

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Quattro chiacchiere con una della band emergenti più seguite di Livorno, i MHz, formati nel 2012. Al secolo sono: Davide Lonzi (voce e chitarra), Dario Valerio (basso), Federico Dani (chitarra) e Davide Bozzi (batteria).
Dal vostro primo singolo “Rimpiangerai”, uscito nel 2012 a quest’ultimo “Dove sei?” si riscontrano diverse differenze a partire dalla formazione, passando per le melodie.
Sì, questo progetto era partito in modo del tutto diverso. Inizialmente avevo contattato un gruppo di musicisti, affinché mi facessero da supporto per poter far conoscere al pubblico i brani del mio album da solista (“In ogni attimo” uscito nel maggio 2012 n.d.r.) – spiega il cantante Davide Lonzi – infatti “Rimpiangerai” ne faceva parte. Poi il frequentarsi ed il mettere a confronto influenze e percorsi diversi, ha fatto sì che il progetto decollasse in maniera del tutto autonoma e si trasformasse definitivamente nei MHz.
MHz (Megahertz) un nome piuttosto insolito per un gruppo musicale…
E’ nato un po’ per gioco, visto che i due Davide, lavorano nella stessa ditta che ha a che fare con l’elettronica, l’elettromagnetica e quindi è una parola molto comune per loro. Ma i Mhz indicano anche le frequenze radiofoniche, per cui ci sembrava adatto ed in più si ricorda facilmente.
Torniamo al vostro singolo “Dove sei?” che è da poco uscito in rete con un videoclip, il testo della canzone risulta quasi come una denuncia nei confronti dell’attuale società.
Il mondo odierno si sta piano piano uniformando e le persone si stanno omologando ai dettami della globalizzazione. Il nostro “Dove sei?” è una domanda rivolta al proprio essere, all’incentivo a lottare per proteggere e far emergere la propria unicità.
Tutte le vostre canzoni sono in italiano. Una scelta coraggiosa, visto che ultimamente il mercato sembra prediligere artisti emersi grazie a format televisivi. Non avete pensato a scrivere in inglese, quindi guardare all’estero?
Purtroppo è vero e non è per niente semplice riuscire a rimanere competitivi in questo campo. Avevamo pensato ad una remota possibilità di tradurre le nostre canzoni in inglese, ma per il momento preferiamo comporre in italiano, perché crediamo che per il nostro genere pop rock, sia più indicato. Il mercato estero fa gola a chiunque, ma in Germania, Inghilterrra, i generi che vendono sono alternative, indie rock, il metal e questi, per il momento non sono nelle nostre corde.
Di recente vi siete esibiti al Viper Theatre di Firenze, al The Cage Theatre e all’Elvis Fan Club, quando sarà possibile rivedervi sul palco?
Attualmente stiamo ultimando le registrazioni del nostro primo album che dovrebbe uscire in autunno, quindi per il momento i live saranno sospesi, in modo da esser più concentrati e non accavallare troppi impegni.
Prima parlavamo di generi musicali, esistono artisti da cui prendete ispirazione o comunque che stimate particolarmente?
Siamo quattro persone distinte, ognuna con un proprio percorso e con età differenti, per cui ognuno mette del suo. C’è chi apprezza Hendrix, Led Zeppelin, chi Vasco Rossi, chi ascolta metal, chi gruppi più attuali. Da artisti che ci piacciono, possono rimanerci in testa un assolo, degli arpeggi a cui possiamo ispirarci, facendoli diventare nostri senza per questo copiare. E’ proprio il confronto costante delle nostre differenze che caratterizza i MHz.
Quindi come definireste i MHz?
Un gruppo pop-rock, che sta man a mano facendo emergere il suo stile personale. Ci piacerebbe produrre delle melodie che ricordino il rock italiano, quello per intenderci alla Vasco Rossi, ma con alcune influenze di elettronica alla Muse. A tal proposito ne approfittiamo per dire che siamo alla ricerca di un buon tastierista, che abbia voglia di sperimentare assieme a noi, quindi chiunque fosse interessato, si faccia avanti.

Questi tutti gli indirizzi per conoscere e seguire i MHz:
www.facebook.com/MHzlivorno
https://www.youtube.com/watch?v=dP_DP6Vm3zQ

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