Al Goldoni una star del violoncello

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Dopo il “sold out” del Concerto di Capodanno, il Teatro Goldoni di Livorno apre il nuovo anno con la musica ed i grandi interpreti con una vera “star” internazionale del violoncello quale Giovanni Sollima, atteso nelle vesti di compositore, interprete, concertatore, insieme all’Orchestra della Toscana martedì 13 gennaio, alle ore 21.
Nato a Palermo nel 1962 da una famiglia di musicisti, Sollima è apprezzato in Italia ma soprattutto all’estero non solo come autentico virtuoso del violoncello, ma anche come autore contribuendo con le sue opere allo sviluppo del repertorio contemporaneo per il suo strumento. Dalla Scala di Milano alla Biennale di Venezia, dalla Carnegie Hall alla Knitting Factory, tempio dell’underground newyorchese, Sollima  ha collaborato con direttori d’orchestra quali Abbado, Muti, Sinopoli e musicisti come Patti Smith e Capossela. Autore di colonne sonore cinematografiche e di musiche di scena, Sollima è un brillante sperimentatore di tutte le sonorità del suo strumento, fondendo nella sua musica esperienze e sonorità tra le più eterogenee, dal barocco alla musica popolare, dal minimalismo al metal.

Ascoltarlo mentre suona il suo “Francesco Ruggeri” realizzato a Cremona nel 1679, è sempre un’esperienza ricca di emozioni e sensazioni tanto da essere stato definito da un critico americano il “Jimi Hendrix del violoncello” perché spesso sembra davvero che suoni uno strumento elettrico, anche quando interpreta Haydn. Il suo è un pubblico variegato e trasversale: dagli estimatori di musica colta, ai giovani “metallari” e appassionati di rock, Sollima conquista tutti. Il suo violoncello sa intrattenere le sale da concerto più aristocratiche del mondo ma è pure lesto a “contaminarsi” con rock, jazz et etnica in vetta alle montagne, tra le dune del Sahara, nelle feste di piazza.

Sarà quindi questo poliedrico artista e virtuoso a presentare ed eseguire con la professionalità ed assoluta cura del suono che l’ORT sa garantire,  un programma che ne esalterà le doti di interprete ed autore. La serata sarà così aperta dal suo brano di grande impatto sonoro ed espressivo “Hell I”, nato come ouverture a “Songs from the Divine Comedy”, progetto sulla Divina Commedia: quasi un omaggio al padre della lingua italiana di cui quest’anno ricorre il 750° anniversario della nascita attraverso una partitura che rivisita il testo dantesco, confrontandolo con la “Profezia di Dante” di George Byron.

Prima di ascoltare e conoscere un altro suo interessante lavoro “Folktales” per violoncello e orchestra, ispirato al lavoro di Italo Calvino “Italian folktales” – del quale l’autore confessa di amare profondamente la dimensione visionaria e onirica – il musicista palermitano eseguirà il “Concerto in Do maggiore per violoncello e orchestra”  di Franz Joseph Haydn. Il Concerto è un vero gioiello riscoperto come molte altre composizioni haydniane solo nel 1961 in un fondo della Biblioteca di Praga: si apre con un Moderato in forma-sonata, di grande respiro, cui segue lo splendido Adagio, punto di massima tensione emotiva, anch’esso in forma-sonata, in cui il violoncello si avventura nei suoi registri più acuti in una dimensione di grande intensità espressiva. Il Finale Allegro è pervaso da una frenetica e scattante pulsione ritmica, dove il violoncello domina col suo virtuosismo energico e solare.

Lunedì 12 gennaio, alle ore 17 nella Sala Mascagni del Goldoni il prof. Daniele Salvini presenterà al pubblico il concerto attraverso una “Guida all’ascolto” ricca di esempi musicali e facili nozioni per meglio seguire il primo appuntamento della Stagione Concerti.

Biglietti ancora disponibili presso il botteghino del Goldoni (tel. 0586 204290) dal martedì al sabato con orario 17-20; prezzi (formula Auditorium) : ragazzi dai 6 ai 16 anni (con genitore) € 7, giovani dai 16 ai 30 anni € 12, platea Fedeltà/Coop € 20, intero € 23. Tutte le informazioni sul concerto su www.goldoniteatro.it

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