“Pensiamo ai disoccupati, non allo spread”

di Roberto Olivato

“I paramenti rossi che oggi indossiamo in onore della nostra Patrona Santa Giulia, rappresentano il sacrificio dei martiri a cui la Chiesa ha assegnato il colore del sangue. Sangue che è tornato di attualità a causa delle migliaia di martiri cristiani di cui sentiamo parlare in ogni angolo del mondo”. Queste le parole pronunciate dal vescovo Simone Giusti domenica pomeriggio in una gremitissima Cattedrale, prima della S.Messa in onore di Santa Giulia. Ad accompagnare la celebrazione Eucaristica il coro del Mascagni che assieme al coro della Diocesi ed al quartetto di ottoni ( Francesco Micheloni e Carlo Becherucci alle trombe, Cosimo Chiellini al corno, Diego Petrognani al trombone ed il maestro Gabriele Micheli) hanno eseguito i brani di musica sacra del maestro Pietro Magnani vincitore del primo Premio del concorso nazionale di composizione di
santa0Musica Sacra
istituito dalla Diocesi in collaborazione con l’Istituto Mascani. Presenti le massime autorità civili e militari oltre alle associazioni di volontariato, fra le quali l’Svs, la Misericordia, l’Associazione della Polizia di Stato, monsignor Giusti analizzando l’attuale situazione europea, ha imputato ad un eccesso di interessi economici la perdita d’identità del nostro Continente: “Bisogna recuperare le nostre radici e non pensare solo allo spread o ai bilanci,  è necessario tornare alle nostre radici culturali e valori morali, mentre oggi – ha proseguito Giusti- va bene tutto ed il contrario di tutto. Si pensa a far quadre i conti e non ci si interessa di migliaia di famiglie che vivono nella povertà e decine di migliaia di giovani disoccupati“.
Quasi per dare un esempio di come si possa intervenire in questa crisi ha ricordato l’impegno della Diocesi e della Caritas, col contributo della Fondazione Livorno, nella realizzazione di una cittadella della Caritas nel quartiere Corea che permetterà di potenziare la distribuzione di pasti e di ospitalità per senza tetto.
Al termine dell’omelia si è composto il corteo per la processione che, forse mai come quest’anno, ha visto grande partecipazione   di fedeli tanto da vedere la testa del corteo raggiungere l’ingresso del porto Mediceo mentre gli ultimi erano ancora in piazza Grande. Di fronte alle acque del porto con lo sfondo delle sirene delle motovedette della Capitaneria ed alla presenza delle reliquie della Santa portata a spalla dai membri dell’Arciconfraternita di S.Giulia, monsignor Giusti ha impartito la benedizione.

 

 

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