I “resistenti” di Giannini, grandissimo successo

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di Jacopo Razzauti

Non cedere a una forza opposta, resistere, mettercela tutta: un’attrice che dovrà resistere seduta e “incatenata” per le due ore di spettacolo, è lei, Cristina Marano, che dovrà contrastare anche il vizio capitale della gola: ce la farà a resistere e non mangiare una gustosa torta su un tavolinetto vicino alla sua sedia?E dopo un fuggifuggi –da un immaginario  manicomio- di donne in vestina bianca, rosa rossa in mano e occhi sbarrati,  tra un pubblico attonito in platea, ecco che si apre lo spettacolo.

Ecco la rappresentazione “Resistenti – Vola pirata” con la regia di Lamberto Giannini, Lucia Picchianti, Francesca Vivarelli, Claudia Mazzeranghi e Aurora Fontanelli che hanno diretto 90 attori disabili e non per una prima eccezionale al Teatro Goldoni, con un tutto esaurito e una replica a grande richiesta la sera successiva.

Uno spettacolo che aiuta a diminuire le distanze tra il pubblico e gli attori, e le cancella tra i disabili e i non disabili, tanto da chiederti per alcune scene ma quell’attore è “disabile” o no? Impossibile che lo sia.

Un ritmo incalzante, scene che si susseguono a ritmo veloce, sempre con la resistente d’eccezione, lei, la fantastica Cristina Marano, che osserva col suo sguardo birichino lo spettacolo dei suoi compagni-attori che fanno ridere, che fanno commuovere.

Pensare che solo 40 anni fa i malati di mente, i matti, gli handicappati, gli anormali, i dementi, gli squilibrati, -e qui potremmo continuare con mille sinonimi orrendi- erano chiusi in manicomio, sedati, soffocati con farmaci i in un mondo costruito ad hoc per loro: almeno non urlavano, non ingiuriavano, non sussultavano, non miagolavano come gattini smarriti.

Le distanze si sono azzerate, coloro che sono disabili sono sul palco del Teatro più bello della città, e alla fine anche il pubblico danza. Tutti insieme!

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