Progetto “anti-violenza” Svs, aperto uno sportello

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di Linda Lensi

Come ha ben spiegato il presidente della Svs Vincenzo Pastore, il tema della violenza si è esteso a chiunque, non solo alle donne, ma a qualunque vittima fragile (disabili, immigrati, persone con diverso orientamento sessuale o religioso). I giovani di oggi si riconoscono sia nelle vittime che negli attori delle violenze ed è importante riuscire a sensibilizzare questo dibattito. Ciò che è considerevole, è concentrarsi sul valore da dare alla persona in sé; se non passa il messaggio di rispetto nei confronti delle persone allora non possiamo riporre speranze nella società del futuro.

La coordinatrice del progetto, nonché assistente sociale dello sportello anti-violenza Svs, Marina Loni, ha sottolineato quanto sia fondamentale poter parlare liberamente con qualcuno riguardo questo tipo di problema, poter far esprimere chi ha subito violenze, e a tal proposito ha comunicato la presenza di uno sportello, presso la sede Svs di Livorno, dove, insieme ad una psicologa e un avvocato, aiutano a decodificare il bisogno delle vittime fragili attraverso il sostegno e l’assistenza legale.

L’appunto che ha fatto il cofondatore dell’Associazione Lui, lo psicologo Jacopo Piampiani, riguarda l’opportunità di mettere in discussione la propria idea di “maschie” nella società di oggi ed è giusto affrontare il tema e la problematica del confronto sull’essere uomini nel mondo, iniziando così una riflessione critica sui modelli dominanti di mascolinità.

La psicologa Simona Giannotti ha esposto l’importante lavoro svolto con i ragazzi dell’Orlando che hanno partecipato al progetto ed hanno affrontato tematiche come la discriminazione e gli stereotipi; l’obiettivo è stato quello di poter dare informazioni a riguardo e far emergere quelle che sono le paure più profonde sulla violenza. “Il poter accettare l’altro è il primo passo per superare ogni difficoltà. Purtroppo esiste questa realtà, sia per la vittima, sia per il carnefice, sia per i testimoni che assistono a scene di violenza”.

In conclusione, Eleonora Luciotto, Presidente dell’associazione Friend-LI, ha ribadito quanto sia importante far circolare la libera espressione, il potersi esprimere e avere voce in capitolo. Ha inoltre affermato che se tutte queste minoranze più fragili si riunissero, raggiungerebbero un numero più elevato delle persone che esercitano la violenza.

Infine i ragazzi dell’Orlando hanno espresso la loro opinione riguardo agli esiti del progetto. Queste le loro testimonianze.

“Questi incontri sono serviti a farci aprire di più la mente nei confronti di questa tematica, un progetto interessante che ha rimosso molti pregiudizi che in partenza, invece, erano presenti.”

“A volte, anzi spesso, non ci accorgiamo di essere troppo duri e pesanti nei confronti di qualcuno, quindi lo offendiamo creando situazioni spiacevoli, quindi non dobbiamo giudicare le persone, prima di dire qualunque cosa bisogna conoscerle”.

“Io ho la mia vita e non sono nessuno per intromettermi nella vita di un altro e distruggergliela; siamo diversi ma tutti uguali”.

L’iniziativa rientra nel progetto “Centro di sostegno e di solidarietà verso tutte le vittime fragili” realizzato grazie al sostegno economico dell’8 per Mille della Chiesa Valdese e svolto in collaborazione della Svs con Associazione Ippogrifo, Provincia di Livorno – Bassa val di Cecina, Caritas Livorno onlus, Aps La Solidarietà, Scuola Primaria Statale Benci, Cittadinanza Attiva, Associazione Lui (Livorno Uomini Insieme), Associazione Disabilandia, CeSDi (centro servizi DonneImmigrate).

 

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