In migliaia per la Porta Santa. Ma è polemica per i bus

E nell'omelia il vescovo Giusti ha denunciato l'immobilismo della politica

di Roberto Olivato

Era quasi impossibile trovare un parcheggio a Montenero nel pomeriggio del 1° gennaio, per la cerimonia di apertura della Porta Santa, la seconda per la nostra città dopo quella della Cattedrale del 13 dicembre.
L’evento ha visto l’arrivo di migliaia di persone provenienti da varie parti della Toscana, ma anche tanti livornesi che avrebbero fatto volentieri a meno dell’auto se avessero funzionato gli autobus (clicca qui per leggere l’articolo sulla mancanza dei mezzi pubblici) come ci dice Mauro. “E’ assurdo che sia stata fatta funzionare la funicolare senza alcun mezzo pubblico per raggiungerla, sono qui perché ho dovuto accompagnare mia mamma che altrimenti avrebbe preso il due, come fa di solito quando viene al Santuario”.
Anche Lucia, una ragazza che abita in centro, dice di essere dovuta venire in auto e faticare più di mezz’ora per trovare un parcheggio. “Non capisco come si possa eliminare un servizio pubblico, soprattutto in occasione di un evento così straordinario. E’come se avessero soppresso le ambulanze, chiuso le farmacie comunali o il pronto soccorso. E’ veramente inaudito quello che è avvenuto”.

IL VESCOVO APRE LA PORTA SANTA AL SANTUARIO DI MONTENERO

A parte i malumori per l’assenza degli autobus, che ha colpito soprattutto molti anziani impossibilitati a recarsi a Montenero, se non avevano qualcuno che li accompagnasse, il rito dell’apertura della Porta Santa è avvenuto secondo il cerimoniale.
Sulle scale del sagrato, già da un’ora prima dell’apertura, una grande folla era in attesa di passare i controlli delle forze dell’ordine per occupare le prime file. Puntualmente alle 16 il vescovo Simone Giusti ha pronunciato la frase “Aprite le porte della Giustizia” che ha fatto spalancare la porta centrale della navata addobbata di fiori.
“La tanta folla vista il 1° gennaio a Montenero dopo quella sopraggiunta in Cattedrale – spiega Monsignor Giusti – è la conferma di quanto abbia visto lungo Papa Francesco che, illuminato dallo Spirito Santo, ha avvertito la necessità di questo Giubileo e per Livorno è la dimostrazione di quanto sia amata la Madonna dai nostri concittadini. Non dimentichiamo però che la Madonna delle Grazie è anche patrona della Toscana ed oggi c’è gente venuta anche da fuori Livorno”.
Nel corso dell’omelia il vescovo Giusti parlando di Livorno ha denunciato l’immobilismo della politica che è causa principale della disoccupazione e del problema casa.
“Noi nel nostro piccolo abbiamo cercato di fare qualcosa creando la Cittadella della Carità- ha detto il vescovo –  Sappiamo che è piccola cosa, ma abbiamo dimostrato che pur con mezzi limitati se c’è la volontà si possono realizzare i progetti, volontà che non notiamo in questa amministrazione.

Allargando lo sguardo a livello internazionale il vescovo ha analizzato i mali del nostro tempo, identificandone la causa nell’avidità delle potenze industriali, che pur di arricchirsi non guardano in faccia nessuno e con un buonismo ipocrita e con la scusa dell’esportazione di democrazia, schiavizzano interi popoli servendosi di gruppi terroristici cresciuti in seno ed ai quali continuano ad essere fornite armi di ogni tipo. Oggi – ha proseguito il vescovo rivolto ai fedeli- rivolgiamo alla Madonna questa preghiera: Tu che accogliesti il verbo della Pace ottieni la Pace per noi”.  Quale migliore giorno poteva essere scelto per questa preghiera, se non quella odierna della Giornata mondiale della Pace di cui oggi primo gennaio ricorre il 48esimo anniversario?

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