Messa per combattenti e reduci

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di Roberto Olivato

“Natale rappresenta l’essenza del significato della nostra vita ed il Presepe è lì a ricordarcelo” con queste parole monsignor Giusti ha parlato dell’importanza del Presepe, che molti mettono in discussione: “badate bene che a volte il rifiuto al simbolo della nostra religione non proviene dai musulmani, ma da cittadini italiani, come il caso di una scuola di Bergamo “.
La difesa del Presepe quale simbolo della cristianità è stato ribadito con forza dal vescovo, che si è anche detto stupito per lo scalpore suscitato dalla mancata presenza dell’albero natalizio in piazza Grande. “ Il Presepe è una tradizione prettamente italiana e lamentarsi per l’assenza dell’albero è la dimostrazione di non conoscere le nostre tradizioni. L’albero di origine tedesca ha comunque una sua rappresentazione religiosa, perché tutto il suo fusto, impreziosito da luci e brillantini, punta verso il cielo dove è posta una luminosa stella.“ L’intervento di Giusti è avvenuto nel corso dell’omelia pronunciata in occasione della S.Messa nella chiesa di San Ferdinando, per i defunti dell’Associazione Combattenti e Reduci. “ I valori, quali amor patrio, spirito di sacrificio, onestà,  che la vostra associazione custodisce, sono alla base di ogni sana società. Valori che oggi vediamo calpestati da gente che, per denaro non ci pensa due volte a lucrare sui più poveri e disagiati .” Il riferimento alla cupola romana è evidente e per uscire da questo degrado il vescovo indica un ritorno ad una società dove si riscopra la parola “dovere” ormai sopraffatta da quella del “diritto” , perché: “ è necessaria una rinascita morale, per la quale i Caduti che voi rappresentate hanno donato la loro vita”. Secondo il vescovo, solo tornando alla riscoperta di un’etica di valori che si realizza anche con un interscambio culturale fra le varie religioni, la società potrà ricominciare il suo cammino che, partendo dalla capanna di Betlemme deve proseguire verso la luce dell’eternità.

 

 

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