“L’uomo e il senso religioso nella storia” al Centro Culturale Ablondi

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di Roberto Olivato

L’incontro con monsignor Fiorenzo Facchini, professore di Antropologia sino al 2005 all’Università di Bologna, che la diocesi ha organizzato ieri pomeriggio presso il Centro Culturale “Mons. Abbondi” in via delle Galere, dal titolo “L’uomo e il senso religioso nella storia e prima della storia” ha offerto al numeroso pubblico presente, un’analisi dettagliata da diverse diapositive, la mutazione dell’uomo dal paleolitico al neolitico, dove dalle immagini dei primi graffiti e arrivando ai primi disegni scoperti nelle grotte di tutto il mondo, è stata dimostrata l’evoluzione dell’uomo della preistoria che pur nella suo semplicità cresceva oltre che artigianalmente, anche spiritualmente scoprendo nella natura che lo circondava, la presenza di un qualcosa a lui superiore che lo portava ad incantarsi nel guardare la volta celeste o la forza della natura nei temporali, o in tutti quegli eventi atmosferici che ne catturavano la sua curiosità, stupendolo e portandolo a porsi delle domande, che nel corso dei millenni lo fece passare da Homo Simbolicus a Homo Religiosus. Un cammino di milioni di anni che lo portò a percepire un senso religioso della sua vita portando a rivolgersi molte domande, come avviene ancora ai nostri giorni. “ Senso religioso e religione non sono la stessa cosa – ha esordito il professore Facchini – la religione comprende atti di culto, riti, norme con cui la comunità esprime il senso religioso ed il Cristianesimo è la religione che ha affrontato con maggiore organicità i problemi della modernità”.
La scoperta della religione permise all’uomo di prendere coscienza di se perché, come ha precisato il vescovo Giusti “ il senso della vita è dentro il cuore di ciascuno sin dalla più tenera età. Credere in Dio è ragionevole, perché il credere in qualcuno superiore a noi è insito nell’uomo”. Il senso della vita – ha proseguito Giusti- “ ci porta a voler star bene, a gioire e ad amare e per ottenere tutto questo è necessario mantenere la curiosità di un bambino, ricca di tanti perché che lo porta alla ricerca di risposte a tutte le sue domande che lo aiutano a crescere ”. Al termine del convegno, riferendoci a quanto emerso dall’intervento del professor Facchini,  abbiamo chiesto al vescovo Giusti un suo parere circa gli ultimi fatti di violenza fra giovani avvenuti qualche sera fa in Venezia “quello che è avvenuto è la testimonianza dell’assenza di qualsiasi tipo di valori. Oggi imperversa la legge del piacere che bisogna appagare a tutti i costi, i soldi, il divertimento a tutti i costi e questo non sarebbe un male di per se, se non si oltrepassassero i limiti previsti per una sana convivenza. Il relativismo della società contemporanea basata su egoismo ed individualismo porta a volere tutto, come il pretendere di avere un figlio a tutti i costi, a convivere per puro piacere e non per amore, a cercare lo sballo pensando di stare bene ed invece tutte queste situazioni peggiorano la vita degli individui che a quelle scelte di vita si dedicano”. Esiste un rimedio? “Una soluzione nell’immediato non c’è, anche perché la politica col suo silenzio e col suo immobilismo si rende complice di queste tristi realtà e come avviene anche a Livorno, anziché trovare risposte ai reali problemi della città, si preferisce pensare al registro del testamento biologico”.

 

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