Gli Operatori della Carità nominati dal vescovo

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di Roberto Olivato

Erano riuniti in Cattedrale pronti a ricevere il mandato, che di li a pochi minuti il Vescovo Simone Giusti avrebbe loro conferito, gli Operatori della Carità che ieri sera hanno partecipato alla S.Messa per la festività di San Vincenzo de Paoli fondatore delle Figlie della Carità, col compito di essere di aiuto ai più poveri, ai più umili. Stesso impegno che Giovanni Battista Quilici assegnò alle Figlie del Crocifisso da lui fondate. “La carità, che è l’essenza del cristianesimo- ha esordito il vescovo- deve spingere ogni cristiano a portare aiuto ai più bisognosi, per essere in sintonia con Nostro Signore. Quanti uomini sono pronti al sacrificio del proprio egoismo, dei propri interessi, della propria vita, per trasmettere ad altri l’amore di Gesù? Un buon cristiano deve saper provocare la società con la coerenza dei propri gesti e dei propri comportamenti”.
Dal viaggio negli Stati Uniti di Papa Francesco, i cui comportamenti hanno spiazzato molti osservatori, alcuni dei quali hanno parlato di un Papa comunista, ma che lo stesso Pontefice ha messo a tacere, ricordando di rappresentare esclusivamente la dottrina della Chiesa,  ebbene il vescovo da quel viaggio ha colto alcuni segnali che ha riportato agli operatori della carità seduti davanti a lui “ il Santo Padre in molte occasioni ha creato stupore e scalpore perché si è comportato da cristiano, come quando ha fatto fermare la sua auto per avvicinarsi ad un ammalato, ignorando ogni vincolo di protocollo e di sicurezza, ma mettendo al primo posto la carità. Questo è Papa Francesco, un uomo  i cui gesti ed i cui comportamenti completano e concretizzano la dottrina della Chiesa”. L’aiuto ai più poveri è stato l’appello finale che il vescovo ha rivolto a tutti noi e soprattutto a chi, benestante, rende partecipi del proprio testamento, nipoti, badanti a volta anche cani, ma nessuna persona bisognosa, dimenticandosi della Carità cristiana, ovvero di Gesù.

 

 

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