Giornata dei migranti: l’abbraccio con il vescovo

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di Roberto Olivato

Alle ore 10 di domenica 17 in una prima mattina con temperatura invernale, dove un’aria frizzantina pizzicava il viso facendo arricciare i gelidi nasi, un drappello di fedeli di varie etnie fra i quali filippini, polacchi, brasiliani ed indiani, partito dall’ufficio Migranti e presente nella chiesa di S.Ferdinando, guidato da padre trinitario Emilio Kolaczyk ha raggiunto l’ingresso della porta Santa in Cattedrale per partecipare, nell’ambito del Giubileo della Misericordia,  alla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Questa Giornata, istituita il 6 dicembre 1914 dalla Sacra Congregazione Concistoriale per sensibilizzare circa l’accoglienza a profughi giunti in Italia a seguito dello scoppio della prima Guerra, venne in realtà celebrata per la prima volta il 21 febbraio del 1915 divenendo oggi ancor più attuale, causa la biblica immigrazione in atto ed un twitter di Papa Francesco sottolinea il ruolo che le parrocchie devono rappresentare per i migranti: “Ogni comunità cristiana dev’essere un’oasi di carità e calore nel deserto della solitudine e dell’indifferenza”.
Ad accogliere i migranti all’ingresso della porta Santa, il vescovo Giusti che, dopo una breve preghiera recitata in un abbraccio simbolico attorno al battistero, ha ricordato lo spirito di questa 102esima giornata che rappresenta “il segno dell’universalità della chiesa in cui tutti siamo fratelli, figli di un unico padre”.

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