Centenario della Famiglia Paolina

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di Roberto Olivato

Sono trascorsi 100 anni dalla fondazione della Famiglia Paolina ad opera di don Giacomo Alberione che coniò la frase “ Dare la Bibbia! E’ il centro dell’apostolato paolino ” e per festeggiare l’evento ieri mattina in piazza S.Pietro la Famiglia ha distribuito 15000 copie della Sacra Scrittura. La cerimonia di consegna è stata vissuta in altre quindici città italiane fra queste anche Livorno, voluta dalla  che è stata scelta perché città di mare, aperta ai flussi migratori avvenuti nel corso dei secoli   ed anche ieri 5 ottobre , numerosi migranti erano presenti alla S.Messa celebrata dal vescovo Simone Giusti nella chiesa di San Ferdinando il cui parroco, padre Emilio Kolaczyk, è responsabile dell’Ufficio Migranti. A ricevere la Bibbia dalle mani del vescovo, rappresentanze della Polonia, Afghanistan, Madagascar, India, Senegal, Spagna, Romania ed Ucraina, ma anche alcuni nostri concittadini provenienti da altre regioni, Sardegna, Emilia Romagna e Lombardia, hanno ricevuto il libro Sacro. L’importanza di questo gesto lo ha spiegato monsignor Giusti che, parlando della nostra società contemporanea egoisticamente chiusa verso il prossimo e verso la vita è a rischio suicidio

“ La vita non ha più valore, oggi sovrana è la morte verso gli anziani ed ammalati dove si propone l’eutanasia, nei confronti  di bambini – e qui Giusti ricorda un fatto recente di cronaca – in Belgio un bambino affetto da grave malattia è stato sottoposto ad eutanasia. Non c’è più rispetto per la vita!  Continuando nell’omelia il vescovo Simone ha lanciato un  appello alle famiglie, di cui oggi a Roma era in corso il Sinodo “  stiamo dimenticando che la vita e tutto quello che abbiamo, è dono di Dio, pensiamo che sia tutto nostro ed è per questo che siamo destinati a sparire, perché senza Dio la società non si regge.” Altro tema trattato è stato quello delle natalità “ causa il nostro egoismo stanno diminuendo le nascite, con figli programmati col contagocce. Pertanto l’imperante egoismo umano, che è molto lontano dall’evangelica frase ama il prossimo tuo come te stesso, porterà la nostra società a sparire e le nostre terre, che Dio ci ha donato – ha proseguito il vescovo Simone- sono destinate ad essere popolate da altre popolazioni. Benvengano tanti migranti se non vogliamo che i nostri territori scompaiano a causa dello spopolamento.”

Monsignor Giusti un primo passo verso l’integrazione questa giornata? “Questo non è un primo passo, ma il proseguo di un cammino che abbiamo intrapreso già da tempo quando abbiamo incaricato padre Emilio Kolaczyk, responsabile dell’Ufficio migranti e che dimostra di sapersi muovere bene in questo nuovo incarico.” Quale è lo scopo di avere un Ufficio per migranti? Quello di seguirli nelle loro necessità spirituali, creando momenti liturgici a loro destinati per non far venir meno la presenza delle loro religioni. Un compito impegnativo, riuscirete nell’intento? Abbiamo un esempio qui vicino, alla chiesa di San Sebastiano, dove don Damioli è riuscito in maniera eccellente ad accogliere ed aiutare la rappresentanza dei filippini, programmando ogni sera una S.Messa in inglese. Cercheremo di fare altrettanto, per le religioni di altre comunità. Come vede tutto è possibile.”

 

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