Affollatissima via Crucis con il vescovo per le vie del centro

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di Roberto Olivato

Un’affollatissima processione partita alle 21 dell’11 aprile dalla chiesa della Madonna, preceduta dai labari della Misericordia e dell’Svs, ha percorso le vie cittadine in occasione della via Crucis presieduta dal vescovo Simone Giusti. Gestito da un discreto servizio d’ordine, il corteo religioso ha raggiunto la chiesa di Santa Maria del Soccorso in piazza della Vittoria, non prima di passare davanti ad uno dei tanti locali della movida della nostra città, dove alcune decine di giovani erano seduti con bicchieri di bevande fra le mani.
Dopo un’iniziale sorpresa per l’inaspettato arrivo del Crocifisso davanti al loro bar, alcuni si alzavano dalle sedie spegnendo i mozziconi di sigaretta, con aria disinvolta ed apparentemente superficiale, per timore di venire ridicolizzati dagli altri coetanei, ma che dimostrava il barlume di Fede che in essi aleggiava. “L’abbandono totale alla Fede deve essere il comportamento di ogni buon cristiano – ha ricordato il vescovo Giusti nella sua omelia – Maria inizia la sua vita di Fede dicendo si, nonostante sapesse che rischiava la lapidazione, ma dice si a Dio e ci dona Gesù di Nazareth. Poi si trova a dover fuggire da Erode, pronto ad uccidere suo figlio, sino ad affrontare il dolore più lancinante di fronte all’uccisione del figlio. Sofferenze e dolori atroci che Maria ha saputo accettare grazie alla profonda Fede in Dio’’.
L’accettazione delle sofferenze davanti le quali Maria non si è mai tirata indietro, ha offerto lo spunto a monsignor Giusti per intervenire su un argomento di grande attualità quale la fecondazione assistita: “Molte coppie per puro egoismo, non potendo avere figli ricorrono alla scienza che, manipolando spermatozoi riesce ad inseminare la donna. Tutto ciò è aberrante! Se un a coppia desidera avere figli, può ricorre all’affido di bambini presenti in tanti orfanotrofi in attesa dell’amore di una famiglia. Purtroppo, come ricordato anche da Papa Francesco, il demonio quotidianamente si insinua nella nostra vita portandoci ad un peccato giustificato o giustificabile, da mode, da pseudo benefici, da pseudo libertà che in realtà incentivano allo sfruttamento di classi più povere e più deboli a vantaggio di un’elite di gruppi industriali che pensano solo ai loro profitti”.
Terminando l’omelia il vescovo ha rivolto ai fedeli presenti l’invito a ricorrere sempre a Maria per superare ogni difficoltà. “Lei, Maria, la donna che ha schiacciato la testa del serpente continua ad esserci vicina. Affidiamoci a Lei”.

 

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