A tu per tu con gli “invisibili”. Nostro reportage con i volontari di Coteto

Ci siamo uniti a loro per vedere da vicino cosa succede nella notte, intorno al pulmino della parrocchia di Coteto. Per adesioni [email protected]

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di ROBERTO OLIVATO

Sono sessanta le famiglie che preparano tutte le sere diversi chili di pasta al sugo per la Ronda, l’associazione di volontari che assicurano quotidianamente un pasto caldo ad una settantina di persone emarginate, presenti nella nostra città. Per meglio capire l’operatività di questi volontari, ci siamo uniti a loro per vedere da vicino cosa succede nella notte, intorno al pulmino della parrocchia di Coteto.
I giovani presenti al turno di martedì 24, dopo aver sistemato, nel retro del mezzo, due ceste colme di sacchetti ed una decina di thermos contenenti tè e caffélatte, uscendo dal cortile della chiesa di San Giovanni Bosco, sia avviano verso i tre punti prefissati ormai da quasi diciassette anni: piazza Dante, piazza Damiano Chiesa e piazza Anita Garibaldi. Al primo appuntamento di piazza Dante sono attesi da una trentina di persone prevalentemente uomini, che all’arrivo del pulmino si avvicinano alla portiera, come fosse arrivato babbo Natale. Questa è la sensazione che si prova viaggiando con la Ronda. Un mondo lontano anni luce da quello che quotidianamente siamo abituati a vivere. Il sacchetto che viene distribuito contiene una porzione di pasta al sugo, un frutto, un panino ed una bottiglietta d’acqua, rigorosamente uguali per tutti, per evitare litigi.
L’incontro è anche l’occasione per scambiare due chiacchiere con alcuni di loro che oltre al sacchetto cercano anche il dialogo, per far capire che anch’essi fanno parte della nostra società. Gente di varie estrazioni sociali, uomini, donne, italiani e stranieri, alcuni con abiti sdruciti, sporchi e maleodoranti, barbe e capelli incolti. L’arrivo del pulmino rappresenta sempre una grande festa e come tale viene onorata, soprattutto dalle donne, molte delle quali anziane che, con labbra colorate da pesanti rossetti ed occhi carichi di pastosi rimmel, si fanno largo fra la ressa di uomini, che sono in maggioranza.
Quello che stupisce per chi partecipa per la prima volta a questi appuntamenti, è l’educazione ed il rispetto reciproco col quale queste persone ritirano i loro sacchetti o il bicchiere di tè. E’ un susseguirsi di grazie, scusa, passa tu, vuoi il mio panino? Frasi spontanee pronunciate da persone che noi riteniamo ‘’inutili’’ , ma che hanno molto da insegnarci. Quei loro gesti di mani tremule, ma di rispetto reciproco nel darsi la precedenza nel ritiro del sacchetto, è lontano anni luce da quello che siamo abituati a vedere nelle code alle poste, in banca, al supermercato, dove la prepotenza e l’impazienza la fanno da padrona. Un bell’insegnamento davvero per tutti noi quello che da queste persone ci viene trasmesso, persone che riteniamo ai margini della società, ma che per alcuni versi sanno essere più socievoli e più umane di noi.
Finita la distribuzione, non finisce la serata per i tre ragazzi ed una ragazza della Ronda del turno di martedì 24. Alle 22,30 comincia la visita alle pizzerie dal Papillon, a Pizza e Torta Amaranto, dal Ventaglio, allo Spuntino, sino al Carolina, dove vengono consegnate pizze, dolci o panini per la colazione che la mattina dopo sarà servita ad una trentina di persone, presso i locali della parrocchia Don Bosco in Coteto.
Un grande esempio di carità cristiana, a cui spesso ci richiama Papa Francesco e che questi ragazzi svolgono umilmente nel più assoluto silenzio, in attesa di nuovi volontari. Per facilitare le adesioni ricordano nuovamente la loro mail alla quale far giungere le adesioni di collaborazione: [email protected]

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