Fiaccolata contro la “cattiva scuola”

Un corteo che partirà dalla Terrazza Mascagni e arriverà fino al circolo arena Astra in piazza Luigi Orlando

di Giulia Vicari

Una fiaccolata contro la “cattiva scuola” designata dal decreto legislativo del governo Renzi:  è questa l’iniziativa proposta dalle sigle sindacali Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals Confsal a Livorno. La fiaccolata, che si svolgerà il 5 giugno alle 19, sarà formata da un corteo che partirà dalla Terrazza Mascagni e arriverà fino al circolo arena Astra in piazza Luigi Orlando. A Piombino, in piazza Gramsci, ci sarà flash mob organizzato dalle rappresentanze sindacali unitarie in contemporanea e a supporto della fiaccolata che avverrà a Livorno.

“Questa iniziativa parte dal documento nazionale unitario firmato dalle 5 sigle nazionali (Fcl Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams ndr) per cercare di cambiare il decreto legislativo sulla scuola e decidere ulteriori azioni di mobilitazione. In funzione di quanto richiesto nel comunicato da parte delle sigle a livello nazionale, sono state messe in atto azioni di mobilitazione sui vari territori”. Così introduce l’argomento Paola Colorà, segretario generale Cisl.

scuola

“Intanto le segreterie nazionali proclamano lo sciopero della prime ora di servizio per tutti gli scrutini in ciascuna delle prime due giornate di svolgimento delle operazioni- continua- in base a quelle che sono le normative vigenti e nel rispetto di quanto previsto nell’articolazione delle sciopero sulle giornate degli scrutini. A questo si aggiunge nella giornata del 5 giungo un’ulteriore azione di mobilitazione che riguarda tutto il territorio nazionale ma anche la provincia di Livorno, ovvero in occasione dell’iniziativa “La cultura in piazza” che si svolgerà in tutta Italia, avremo la fiaccolata che sarà a favore del nostro intendere che cos’è la buona scuola, contro quello che è stato proferito dal disegno di legge del nostro governo. Ci sarà un corteo che si concluderà con un concerto finale di Mimmo Mollica band e guest star Sabrina Giringhelli”.

“I punti della riforma che noi contestiamo sono vari – afferma Patrizia Villa, segretaria Flc Cgil della provincia di Livorno – uno dei punti fondamentali è il fatto del ‘dirigente padrone’ che non va bene in quanto eravamo abituati nella scuola alla collegialità. Poi c’è il punto sulle assunzioni del personale precario, noi avevamo chiesto che venisse distinta la parte delle assunzioni da quella normativa; le mantengono insieme invece perché con le assunzioni effettuano una forma di ricatto nei confronti delle organizzazioni sindacali, minacciando che qualora non si digeriscano le parti più controverse loro non faranno le assunzioni. Nemmeno i precari sono d’accordo sulla forma che viene proposta perché si è di fatto dimostrato che ci sono tantissimi posti disponibili e ci sarebbe la possibilità di fare molto più assunzioni di quante per adesso sono annunciate (90.000). Da tutto ciò viene escluso il personale amministrativo, tecnico e ausiliario cioè il personale Ata, il quale nel decreto legislativo non viene neanche citato. Un altro punto controverso è il fatto che è fuori la scuola dell’infanzia, visto che per il momento non hanno dato indicazioni a riguardo.

Nel disegno di legge sono previste delle assunzioni che saranno fatte solo sul personale docente e nemmeno su tutto perché sono lasciate fuori le seconde fasce abilitate a vario titolo. Gli Ata quindi rimarrebbero precari mentre i per docenti dovrebbero essere stabilizzati solo quelli inclusi nelle graduatorie ad esaurimento (le cosidette Gae, cioè graduatorie dove sono iscritti i docenti provvisti di abilitazione all’insegnamento;  sono strutturate su base provinciale, vengono aggiornate ogni tre anni per quanto riguarda i titoli e le posizioni degli iscritti ma sono chiuse all’inserimento di nuovi nominativi), ma non sappiamo ancora in quale modo e in quale profilo”.

“Il disegno di legge adesso è in esame al senato e noi stiamo combattendo per cercare di tirar fuori delle modifiche – riprende Paola Colorà – anche sui precari, perché siamo d’accordo che oltre che alle graduatorie ad esaurimento bisogna dare un’apertura con un piano pluriennale anche alle assunzioni di chi appartiene alla seconda fascia d’istituito, che sono cioè i precari che non fanno parte della prima fascia abilitati, ma che sono abilitati anche loro, che hanno lavorato nella scuola. Questa è già una cosa che richiediamo.

Un’altra cosa su cui siamo tutti concordi è il no al preside inteso come figura dirigenziale che decide in maniera monocratica rispetto a quello che è stato sempre nella scuola, un sistema di collegialità e comunque anche di strumenti condivisi. No anche all’affidamento di incarichi di durata triennale ai docenti, si fatica anche a capire il senso e l’opportunità di innescare una sorta di ‘gara all’ingaggio del migliore docente’. Inoltre siamo fortemente contrari come Cisl scuola all’affidamento della valutazione della professionalità operante nelle scuole, quindi dei docenti, a figure prive di competenze, perché dall’idea che il preside che dovesse decidere tutto, dopo una contestazione, il decreto è stato allargato con il fatto che nella commissione dovessero entrare a far parte anche i genitori e gli studenti. Un conto è la valutazione di sistema cioè come funziona un servizio,  un altro è la valutazione professionale dei lavoratori, quando si parla di valutare i docenti forse alcune figure non possono farlo adeguatamente. Chiediamo quindi che le commissioni siano formate da esperti o da specialisti, non solo dal preside ma nemmeno da genitori e alunni. No poi anche all’eccessivo ricorso alle deleghe inserite nel decreto, perché c’è tutta una parte che dà al governo e al Parlamento un’infinità di deleghe che sono carta bianca, non sappiamo minimamente nel momento che verranno esplicitate cosa si verrà effettivamente poi a creare. Devono continuare ad agire e a parlare di scuola coloro i quali di scuola non solo se ne intendono ma la fanno tutti i giorni”.

“Una mattina si sono svegliati e hanno fatto questo decreto legislativo senza neanche confrontarsi con noi sindacati – aggiunge Mariella Sciampagna, segreteria interregionale Livorno-Grosseto Uil scuola – dicono che hanno fatto qualcosa online, ma in realtà quando si va a discutere su una cosa così importante che è la scuola, bisogna intanto che a farlo siano persone competenti che ci lavorano. Noi sindacati siamo uniti in questa battaglia, più che battaglia da parte nostra è il governo che la sta facendo noi ma alla fine la guerra la deve vincere la gente perché è proprio la gente che ha dimostrato che questa non è la buona scuola ma la cattiva scuola, partecipando a tutti gli scioperi che le 5 sigle sindacali prima citate hanno organizzato. Vorremmo che il governo riunisse realmente i segretari dei sindacati e insieme discutessero guardandosi negli occhi”.

“Con il disegno di legge sulla buona scuola si vuole aggirare la legge 165 – sostiene Patrizia Villa – che prevede la concertazione con le parti sociali sulle materie contrattuali e il governo vuole regolamentare per legge senza confronto l’organizzazione del lavoro e la parte normativa, contrattale ed economica.Attivare questo tipo di riforma significa azzerare completamente la rappresentanza dei lavoratori.  Altro punto, il non adeguamento del salario al costo della vita. Abbiamo presentato un ricorso al Tar del Lazio nel mese di marzo come Flc Cgil, a livello nazionale. L’idea di mantenere fermi i salari e di aggirare i contratti, letta in termini di democrazia, suggerisce che i lavoratori non hanno voce e quindi la battaglia che noi stiamo facendo è una battaglia della democrazia.

È vero che la nostra costituzione consente di fare i disegni di legge e poi le leggi applicative ma è anche vero che questo principio è pensato in modo straordinario, ovvero come forma di legge che non deve essere la norma ma deve essere l’eccezione; non considerarla eccezione costituisce mancanza di rispetto all’articolo 1 della costituzione. Questo va a invadere le sfere fondamentali sulla nostra costituzione e perciò abbiamo già presentato ricorso alla corte costituzionale nel mese di marzo.

Il 5 invitiamo tutta la popolazione, ci aspettiamo molti lavoratori e fra l’altro saranno presenti gli studenti (rete degli studenti medi che faranno apertura della fiaccolata) e noi naturalmente ci teniamo anche che intervengano tutte le forze democratiche del territorio, anche confederazioni, associazioni non solo le categorie”.

“La scuola appartiene al paese – conclude Paola Colorà – e quando si interviene su di essa occorre scegliere la strada della condivisione, quindi ben vengano le riforme ma che siano per la scuola non contro la scuola”.

Per ulteriori informazioni: Paola Colorà Cisl 3486921136, Patrizia Villa Cgil 3489790046 e Mariella Sciampagna Uil 3477935775

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