Pagamento precari scuola, Cgil diffida il Miur

Mediagallery

A tutt’oggi i precari della scuola, che hanno assunto servizio dal 1 settembre 2015, stanno subendo l’ennesimo “disservizio”, dimostrazione di quanto da noi sostenuto: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare! Tra proclama trionfalistici e reale situazione c’è un abisso disorganizzativo, che ha gravi ripercussioni sul lavoro delle scuole e dei suoi addetti.
Spieghiamoci meglio: numerosi precari, sia docenti che ATA, ci segnalano che a tutt’oggi non hanno ricevuto lo stipendio ed è facile capire come tutto ciò sia vergognoso. Il lavoro si paga, le famiglie e le persone single hanno impegni di vita che debbono essere onorati. Abbiamo situazioni di precari che viaggiano, anche per e dall’Elba e Capraia. Sostengono spese che non vengono rimborsate e, per quanto riguarda gli ATA, non usufruiscono nemmeno della mensa, che invece per contratto dovrebbe essere fornita.
Esistono una spiegazione tecnica e una politica. La prima: il cattivo funzionamento del sistema informatico del sistema del Ministero. La battaglia che abbiamo sostenuto già dal 2013, e che abbiamo vinto, riguarda il passaggio dell’inserimento dei dati degli stipendi, dalle scuole al ministero direttamente. Questo ha consentito di sgravare un po’ le scuole dalle “molestie burocratiche” e doveva superare la difficoltà derivante dalle tempistiche dell’accredito delle risorse economiche, dal ministero alle scuole, che aveva generato, ricorderete in alcuni casi, perfino un’estrazione a sorte su chi potesse essere pagato per primo.
Il risultato però è stato complicato da un applicativo informatico fasullo che ha generato una serie di difficoltà per le scuole, che come FLC CGIL abbiamo prontamente segnalato dettagliatamente al ministero. Il superamento delle difficoltà incontrate dalle segreterie scolastiche su questi temi, faceva parte della piattaforma del presidio unitario ATA del 24 ottobre u.s.
La seconda: la fase delle stabilizzazioni detta potenziamento degli organici, pensata come arricchimento formativo, in realtà si basa sul fatto che tali assunzioni siano condizionate dal MEF all’azzeramento delle spese per le supplenze. Tale idea è stata sancita dalla finanziaria 2015 nella quale si predisponevano severissime restrizioni sul ricorso alle supplenze brevi. La fase C, per la nostra provincia, riguarderà la sospirata stabilizzazione (sbagliato chiamarle assunzioni) di 211 precari, che finiranno a fare supplenze brevi, invece del virtuoso e complesso organico potenziato, di cui la legge si riempie la bocca.
Nei fatti, dati i tempi della fase C delle assunzioni (organici di potenziamento) , slittati da ottobre a oltre la metà di novembre, le scuole sono cadute nel caos essendo impossibile ricoprire tutte le supplenze con personale interno. Il ministero dell’istruzione ha dovuto correre ai ripari promulgando una circolare che consente ai Dirigenti, nell’impossibilità dimostrata di sopperire, di derogare le limitazioni della finanziaria. Salta così, sui bisogni quotidiani di garantire l’offerta formativa, il risparmio richiesto dal MEF. Ecco quindi che mancano risorse economiche.
Auguriamoci che la difficoltà sia solo tecnica e non politico/economica perché, nel secondo caso, il reperimento delle risorse economiche non sarà di facile soluzione.
Allo scopo di tentare di spingere la situazione verso i bisogni dei precari, la FLC CGIL di Livorno, invierà, a nome degli iscritti/e, una diffida al ministero, minacciando decreti ingiuntivi, qualora la situazione non si sbloccasse. Allo scopo invitiamo gli/le interessati a mandare una mail contenete: Nome cognome, mail, cellulare, profilo professionale, luogo di lavoro, monte orario e mensilità non riscosse, al seguente indirizzo: [email protected]

FLC CGIL

Riproduzione riservata ©