Tagli alle pulizie dell’ospedale: la protesta

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di Jessica Bueno

“Siamo lavoratori, non siamo un pretesto per far risparmiare voi!”. “Più tagli, meno pulizia!“. I dipendenti Dussmann, azienda che gestisce l’appalto delle pulizie dell’ospedale, la mattina del 25 gennaio hanno fatto sentire la loro voce davanti al nosocomio di viale Alfieri per denunciare i rischi che potrebbero insorgere a seguito della richiesta dell’azienda di un ulteriore taglio delle ore di servizio (di circa 15 minuti a reparto), che non consentirebbe di arrivare ad un risultato di pulizia adeguato ad un ambito così delicato quale quello ospedaliero. Il tutto sarebbe dovuto all’introduzione di nuovi panni che dovrebbero consentire un risparmio di tempo permettendo ai lavoratori di svelinare e strusciare contemporaneamente i pavimenti.

“Quando l’azienda è subentrata nell’appalto – spiega la Filcams Cgil provincia di Livorno – era stato operato un taglio del 16%, a cui, ad Aprile 2015, si era aggiunto un taglio del 3%, tamponato con ferie non godute e permessi da smaltire e aveva comportato il mancato rinnovo di 5 contratti a tempo determinato. A Novembre si è aggiunta, poi, un’ulteriore riduzione del servizio del 2% ”.
OSPEDALE PROTESTA“Se il taglio non comporterà una riduzione immediata dei posti di lavoro – chiarisce la segreteria – la continua riduzione delle prestazioni lavorative porterà a una forte riduzione dell’organico a partire dal prossimo bando di appalto, ma è anche un segno tangibile che non si tiene conto del fatto che l’igiene del presidio sanitario è un servizio assolutamente essenziale”.
La preoccupazione sulla riduzione dell’organico da parte dei rappresentanti dei lavoratori deriva dal fatto che le ore effettivamente lavorate sono in costante diminuzione “Un fatto inspiegabile – conclude la Filcams– in quanto la necessità di pulizia è aumentata: le dimissioni dei pazienti sono aumentate del 6%, poiché i posti letto ruotano rapidamente ,di conseguenza non riusciamo a capire come sia possibile continuare a ridurre il servizio in virtù di tali dati. A ogni dimissione, infatti, corrisponde un protocollo che prevede la pulizia e la sanificazione del posto letto”.

OSPEDALE PROTESTA“A fronte di oltre centomila metri quadri di estensione di questo ospedale, sono impiegati 138 lavoratori nel servizio di pulizia – afferma Sabina Bardi, segretaria UILTCS (Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi) Toscana Costa – La Dussman ritiene che sia impensabile che i lavoratori, in queste condizioni e con queste ore ridotte allo stremo, riescano a pulire tutti gli ambienti, così come è impensabile che la Asl sia silente di fronte a tutto questo, perché la riguarda direttamente”.

“Ci sono carichi di lavoro – continua – pesantissimi, i dipendenti si vedranno ridurre le ore ma avranno anche una diminuzione dello stipendio. Ci sembra che sia un atto di irresponsabilità verso l’intera collettività. I lavoratori non manterranno il solito grado di igiene di un tempo. Si mette a repentaglio la salute dei degenti e della comunità. Chiediamo il ripristino delle ore e tempi di pulizia dignitosi per i lavoratori”.

OSPEDALE PROTESTA“Questi tagli di prestazione – afferma Carlo Biondi di Fisascat (Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini Turismo) – dovuti non tanto alla spending review ma per l’adeguamento a ciò che prevedeva la Corte dei Conti, che si aggireranno dal 5 a 8%, non riguarderanno solo il presidio ospedaliero di Livorno ma tutti quelli della provincia. Potrebbero comportare dei tagli sui livelli occupazionali. Non si possono sopportare ulteriormente, questo personale ha già subito un taglio del 16% ad aprile 2013. Un tipo di personale che viaggia mediamente con contratti sulle 22-23 ore pro capite. Non possiamo pensare di andare a colpire sempre i più deboli, ci sono manager Asl che guadagnano fior di quattrini e che non sanno nemmeno cosa significhi la parola ‘crisi’. Negli ospedali si registrano degenze meno lunghe ma molti più utenti ci transitano, con inevitabili rischi”.

La maggior parte dei dipendenti Dussmann è composto da donne, spesso monoreddito e con figli a carico. Hanno già subito tagli sulle ore lavorative di circa un’ora dal 2012, con conseguenti tagli sullo stipendio. “Siamo preoccupati per il futuro – afferma una lavoratrice – Per quello che potrebbe succederci. Ci stanno chiedendo ulteriori sacrifici in una situazione già di per sé difficoltosa: noi non ci stiamo”.

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