Nogarin a Rossi: “Nuovo referendum? Bizzarro”

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Questione nuovo ospedale, il sindaco risponde al presidente della Regione Enrico Rossi che aveva proposto un nuovo referendum sulla scelta della collocazione dopo che Nogarin ne ha stoppato la realizzazione a Montenero.

L’articolata risposta di Nogarin al presidente Rossi – “Nell’incontro che ho avuto con il Governatore della Toscana venerdì scorso, nei locali del Vescovado, la discussione ha toccato anche la questione del “nuovo ospedale” e Rossi nello specifico ci ha invitato a consultare nuovamente la cittadinanza livornese perché si esprimesse sulla necessità o meno di costruire un nuovo ospedale alternativo a quello di Viale Alfieri; invito prontamente ripreso il giorno dopo da Marco Ruggeri. Ora devo tornare a ripetere per l’ennesima volta che il corposo programma con il quale il sottoscritto e l’intero Movimento 5 Stelle si è proposto per il governo della città di Livorno, parla chiaro, e a pagina 43 recita testualmente: “No al nuovo ospedale quindi, sempre più inutile anche alla luce del processo di riordino previsto dalla regione; l’ospedale di Viale Alfieri è più che sufficiente per le necessità del territorio e le risorse già stanziate anni addietro per la ristrutturazione devono essere finalizzate al suo completamento; i posti letto persi in questi anni (oltre 300) devono essere ripristinati per rispondere al fabbisogno della popolazione. Occorre pensare anche alla possibilità di inserire l’Unità Spinale, promessa e mai mantenuta dalla Regione e quanto mai necessaria in un territorio (quello dell’area nord ovest) sicuramente carente”. Per questo, come M5S, intendiamo valutare le possibilità e la sostenibilità di recedere dall’accordo di programma sottoscritto con Regione ed ASL e dall’affidamento al concessionario già in essere. Questo dovrebbe bastare a mettere una pietra sopra alla querelle.
La volontà da parte nostra, di rimettere in discussione il percorso avviato dalla precedente amministrazione era chiaro dall’inizio e di questo i cittadini erano ampiamente informati, quando sono stati chiamati a esprimersi per assegnare la poltrona di Sindaco della città di Livorno, lo scorso 8 giugno. Comunque la bizzarria della proposta non può farmi esimere dal fare alcune considerazioni non tanto sul “nuovo ospedale”, quanto sul referendum auspicato dal PD toscano e livornese. Rossi forse non sa che furono raccolte migliaia di firme per il referendum contro il rigassificatore off-shore e che queste sono state buttate al macero dall’amministrazione dell’epoca targata PD che si è inventata mille stratagemmi pur di impedire che i cittadini si esprimessero su quella delicatissima questione.
Rossi forse non sa che nello Statuto del Comune di Livorno c’è ancora quella norma aberrante dell’art.81 voluta sempre dalle vecchie amministrazioni Pd e antenati, che recita:” 1. A seguito di referendum validamente svoltosi, l’organo comunale competente delibera sull’oggetto del referendum entro 60 (sessanta) giorni dalla proclamazione dell’esito, motivando puntualmente sui termini di attuazione dell’indirizzo referendario. Ove intenda deliberare senza uniformarsi sostanzialmente all’avviso degli elettori, ne indica espressamente i motivi ed approva la deliberazione con la maggioranza qualificata di 2/3 (due terzi).”
Tradotto: nella redazione dello statuto di Livorno fu inserito un codicillo , dai compagni,ora, improvvisamente democratici, che consentiva loro di fregarsene bellamente dell’esito di un referendum che abrogava una delibera del Consiglio Comunale o della Giunta, ribaltando tale esito con i propri consiglieri in Consiglio Comunale. Rossi forse non sa che il referendum sul nuovo ospedale con “grande prova di cultura democratica” fu trasformato da abrogativo a consultivo dalla precedente amministrazione a maggioranza PD, per depotenziarne gli effetti nel caso in cui ci fosse stato il raggiungimento del quorum, e la vittoria dei favorevoli all’abrogazione della delibera relativa alla costruzione del nuovo ospedale di Montenero. Rossi forse non sa che il referendum sul “Nuovo ospedale SI o nuovo ospedale No” a Livorno c’è già stato e i cittadini che si sono espressi, a stragrandissima maggioranza si sono dichiarati contro il nuovo ospedale. Il referendum in questione non ha raggiunto il quorum, anche perché il PD per paura di una batosta, ha preferito puntare sul giochetto dell’astensione per poter invalidare la consultazione referendaria.
Rossi forse non sa che un paio di anni fa, un gruppo di cittadini organizzati sotto il nome di Agenda per la Politica Quotidiana, ha presentato una proposta per la semplificazione dell’istituto referendario, scritta dal liberale Raffaello Morelli, dal socialista Angelo Pedani e dal radicale Daniele Carcea, che chiedeva che il quorum fosse portato alla metà dei votanti delle precedenti elezioni amministrative così come previsto anche dallo Statuto della regione Toscana, e per avere un referendum abrogativo senza sé e senza ma, che non si confondesse con quello consultivo. Ebbene tale proposta discussa nella Commissione Affari Istituzionali presieduta dal consigliere Cannito, non ha avuto nessun esito e alla fine è stata lasciata morire in un cassetto, anche perché la volontà da parte della vecchia amministrazione di continuare a prendere le decisioni senza essere troppo disturbati era lampante.
Rossi forse non sa che il consigliere Ruggeri, nonché candidato Sindaco della coalizione guidata dal PD, in un suo recente intervento in Consiglio Comunale, ci ha proposto di non togliere il quorum nella nuova formulazione e rivisitazione dell’istituto referendario che ci accingiamo a riformare drasticamente in questa legislatura, ma di mettere l’asticella del quorum all’altezza della metà dei votanti delle precedenti elezioni amministrative. Guarda caso proprio la stessa proposta presentata dall’associazione: Agenda per la Politica Quotidiana che il PD nella scorsa legislatura si è ben guardato dal fare propria.
Lo dicono in tanti che fare opposizione ogni tanto fa bene, fa crescere, lo pensiamo anche noi; viva la democrazia; viva il referendum, però il PD livornese dovrebbe avere un po’ più di pudore nell’invocare le consultazioni popolari dirette dopo quello che è riuscito a combinare in questi anni, in cui ha trattato il referendum come “cosa sua”, come del resto ha fatto con un sacco di altre cose che costituiscono la bellezza, il patrimonio e la ricchezza di questa città. Se ad Enrico Rossi il “no” al nuovo ospedale, espresso con chiarezza dalla Cittadinanza livornese con il voto di giugno, non dovesse bastare, troveremo il modo di farglielo comprendere durante la sua campagna elettorale per le regionali“.

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