Protocollo per pari opportunità e norme antidi-scriminazione

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Favorire una maggiore consapevolezza sulle norme che promuovono le pari opportunità, elaborare proposte operative sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, attivare una proficua collaborazione in merito alle procedure giudiziali e stragiudiziali per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che abbiano subito discriminazione di genere.
Sono questi gli obiettivi principali del protocollo sottoscritto nei giorni scorsi a Palazzo Granducale dalla consigliera provinciale di parità, Cristina Cerrai e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali Cgil (Luigi Mastellone), Cisl (Donatella Parrini) e Uil (Rosa Distaso e Miriam Orlandi).
L’intesa sancisce una collaborazione che, nei fatti, era già in essere, con diversi risultati positivi, soprattutto nell’ambito della mediazione tra lavoratrici/lavoratori e datori di lavoro. “In particolare – ha sottolineato la consigliera Cerrai – siamo riusciti ad ottenere mediazioni positive in molte richieste di accesso all’istituto del lavoro part time, con condizioni che non penalizzano le donne, riscontrando una buona disponibilità da parte dei datori di lavoro a venire incontro alle esigenze orarie espresse dalle lavoratrici”.
La consigliera, come ha ricordato Cerrai, è un pubblico ufficiale e come tale è tenuto a segnalare i casi di discriminazione (mobbing, stalking, etc.) che si verificano nei luoghi di lavoro, di cui viene a conoscenza.
In questi anni di crisi economica, infatti, sono molte le situazioni in cui le donne hanno perso il lavoro o subito uno svilimento del loro ruolo sociale e lavorativo. “Basti pensare al fatto – ha aggiunto la consigliera – che nonostante l’alto livello di istruzione e formazione, difficilmente troviamo donne nei ruoli dirigenziali e tuttora la maternità costituisce un ostacolo per la piena affermazione professionale delle lavoratrici. Questo dato si riflette negativamente sul livello retributivo e pensionistico delle donne, con un gap differenziale economico fra uomo e donna notevole”.
Dello stesso avviso sono anche le organizzazioni sindacali, che hanno espresso soddisfazione per la firma di un’intesa ritenuta importante e dagli innumerevoli sviluppi.
Secondo i sindacati, infatti, la mediazione tramite l’intervento della consigliera di parità consentirà di velocizzare e semplificare l’iter delle vertenze. “I tempi lunghi del ricorso al giudice del lavoro – hanno evidenziato – scoraggia i lavoratori e le lavoratrici nel portare avanti istanze per la difesa dei loro diritti. In questo modo, invece, anche i sindacati avranno l’opportunità di collaborare con la consigliera per raggiungere obiettivi favorevoli per chi ricorre e in tempi sicuramente più brevi”.
Uno dei temi su cui le parti hanno garantito un particolare impegno è quello della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. “Un argomento sul quale vorremmo provare ad elaborare proposte concrete – ha detto Cerrai – partendo magari da un progetto pilota che potrebbe interessare le lavoratrici comunali”.

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