Usura, sos Confesercenti: “Fenomeno in crescita”

di letizia

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“Da inizio 2013 a oggi ci sono state nella nostra provincia 190 dichiarazioni di fallimenti di imprese e 115 concordati preventivi. Inoltre ci sono state 1.000 esecuzioni immobiliari, vale a dire che esiste un gran numero di persone che lottano per non perdere la casa e alcuni migliaia di fascicoli, circa 4.000, relativi a provvedimenti mobiliari presso terzi (il più diffuso è il cosiddetto pignoramento dello stipendio) sono in corso di procedura. Considero questi numeri molto allarmanti per la nostra città e la nostra provincia – ha affermato Valter Maccioni, Presidente dell’ordine degli avvocati della Provincia di Livorno – ma fotografano bene, purtroppo, la grave situazione del territorio”. Questi dati sono stati diffusi durante il convegno, organizzato dalla Confesercenti Toscana il 9 aprile su sicurezza e legalità come fattori di sviluppo dell’economia e del territorio, a cui hanno partecipato anche, oltre a Maccioni, il Presidente di Confesercenti Toscana, il sostituto procuratore Daniele Rosa, Lino Busà, già Presidente di Sos impresa e membro del comitato Antiracket e antiusura e Domenico Manzione, sottosegretario al ministero degli interni. Massimo Vivoli ha messo in evidenza le difficoltà vissute quotidianamente dalle imprese: “Ogni anno sono migliaia i furti e le rapine subite da aziende e negozi – ha denunciato il vicepresidente della Confesercenti nazionale – come associazione di categoria chiediamo maggior controllo sul territorio e un aiuto nell’attività di monitoraggio da parte dei Comuni”. Una delle problematiche più gravi che colpisce la nostra regione è quella dell’usura; in Toscana i commercianti coinvolti da questo fenomeno sono tra gli otto e i diecimila: tra i settori interessati, oltre al commercio, c’è quello della ristorazione, tuttavia sono coinvolti anche pensionati, operai e immigrati stranieri, per quella che viene denominata ‘usura etnica’ che riguarda soprattutto persone di nazionalità cinese. Tra le città più coinvolte dal fenomeno usuraio (si stima che in Toscana tale attività illecita muova circa 1 miliardo di euro) c’è anche Livorno che ha visto negli ultimi anni, come ha mostrato il rapporto di Sos impresa del 2012, crescere il livello di rischio di sfruttamento per usura arrivando a collocarsi nella soglia di rischio media-alta, alla pari con città come Pistoia e Torino (anche alla luce di un aumento dell’indice di povertà, soprattutto tra le famiglie monoreddito e le categorie più fragili dal punto di vista economico). “A Livorno perlopiù si tratta di piccoli usurai – ha spiegato Daniele Rosa – che quasi godono di accettazione sociale e che vivono di un notevole giro di denaro, spesso derivante dall’evasione fiscale. Non è possibile tuttavia individuare con sicurezza il mercato dell’usura, in quanto prevalentemente sommerso”.
A Rosa ha fatto eco Busà: “L’attività di strozzinaggio oggi è uscita dalla marginalità sociale e talvolta ci si reca dall’usuraio anche se esiste solamente il pericolo di un piccolo scoperto bancario. Tuttavia vi chiedo se vi siete mai accorti di quanti cambi veloci di gestione di bar ci sono, talora dietro a ciò si può nascondere il fenomeno dell’usura”. Il sottosegretario Manzione ha voluto far notare invece “come nonostante la percezione di insicurezza sia più alta negli ultimi anni, si è registrata una continua diminuzione dei reati e oggi si assiste a una mercificazione del bisogno di sicurezza senza però dare risposte in questo senso. Posso dire che ci sarà una riorganizzazione delle forze di polizia, nego però che spariranno i servizi: i cambiamenti verranno attuati in base a quanto deciso dai corpi stessi”.

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