Trw, trattativa ancora in stallo: niente di fatto a Roma

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Ancora niente di fatto per la trattativa che vede in campo la fabbrica Trw di via Enriques a Livorno. Ieri l’incontro romano al Mise davanti al viceministro Claudio De Vincenti si è concluso con un pugno di mosche. Ma la trattativa tra sindacati, governo e azienda non finisce qui. Continua. Ancora un meeting questa mattina alle 9 tra sindacalisti e rappresentanza della Trw per poi aggiornare il tutto ad un ulteriore incontro fissato per lunedì 1° dicembre al tavolo ministeriale. La trattativa dunque continua per cercare di salvare i circa 500 posti di lavoro legati alla fabbrica di componentistica auto.
A Roma presente anche il sindaco Filippo Nogarin che si è seduto al tavolo. Ecco il commento che ha lasciato sulla sua bacheca facebook al riguardo dell’incontro
Il primo cittadino Nogarin: “Rivendico il diritto per questi lavoratori e lavoratrici di autodeterminare il proprio futuro”. Provo sempre un nodo alla gola quando entro a Palazzo Piacentini, la sede del MISE. Sarà la pesante architettura razionalista dell’ex Palazzo delle Corporazioni, a rendere se possibile ancor più cupo l’ingresso in un luogo dove si sono consumate tante tragedie occupazionali del nostro paese.  Perché anche quella di TRW purtroppo non è una storia a lieto fine. I lavoratori e le lavoratrici si trovano a dover gestire il loro immediato futuro professionale con la rappresentanza di TRW contrattando del proprio futuro.
E’ una lotta, quella dai lavoratori di grande dignità, fatta di scelte coraggiose e se mi permettete anche molto dolorose. La riflessione che mi viene da fare è che posti di lavoro a tempo interminato come questi saranno una chimera per le generazioni future. Non soltanto dal punto di vista economico. Con la chiusura delle grandi fabbriche si viene a perdere anche una scuola di vita, e pur trattandosi di lavoro dipendente, sono preziose esperienze di crescita professionale oltre che umana. In questo mondo schifoso della globalizzazione si è tutti precari e più poveri anche da quel punto di vista.  Oggi lo scenario per Livorno si fa, se possibile, ancor più difficile e come sindaco di questa città rivendico il diritto per questi lavoratori e lavoratrici di autodeterminare il proprio futuro”.
Filippo Nogarin

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