Darsena, bando a luglio. Nogarin critico

Ma il sindaco esprime perplessità sullo studio della Ocean Shipping Consultants. Provinciali: "Se Nogarin ha un’idea diversa di porto, prepari un report di pari dignità scientifica"

Lo studio di OSC si conclude con tre righe: Livorno non ha nessuna scelta. O si sviluppa per incontrare i bisogni dello shipping o diventa nulla, nothing, se non un porticciolo di nicchia adatto a navi di piccola dimensione.

Partono da qui, dalle osservazioni finali dei tecnici della Ocean Shipping Consultants, le riflessioni che il presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti, consegna ai membri del Comitato Portuale. Quel “nothing” scorre a piene lettere sullo schermo del videoproiettore installato nella sala riunioni di Palazzo Rosciano, gremita più del solito per via della presenza eccezionale del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, interessato a seguire con attenzione tutto l’iter che di qui a sei, sette, anni porterà alla realizzazione della opera di ampliamento a mare del porto di Livorno, l’infrastruttura considerata da tutti fondamentale, quella che dovrebbe risollevare le sorti di uno scalo altrimenti condannato alla marginalità.

Il dossier non convince il sindaco – La convocazione straordinaraia del Comitato era stata sollecitata nei giorni scorsi proprio da Nogarin per conoscere gli esiti del dossier della Ocean Shipping Consultant, la società di consulenza alla quale la Port Authority si era rivolta per valutare la sostenibilità del progetto Darsena Europa.
“Sono riconoscente all’Autorità portuale per aver convocato il Comitato portuale e per aver messo a disposizione dei suoi membri già da due giorni il dossier della Ocean Shipping Consultant – ha dichiarato il sindaco – ho però alcune perplessità riguardo ai dati emersi dall’analisi effettuata, dei quali darò presto conto in un documento dedicato.
L’Amministrazione non intende bloccare in alcun modo il porto, vogliamo con tutte le nostre forze che quello di Livorno diventi il più importante del Mediterraneo, ma per far questo occorrono analisi previsionali attendibili e la massima fiducia e competenza delle persone preposte a lavorare al progetto.
Invece – chiarisce Nogarin entrando nel vivo del dossier – abbiamo a che fare con dati privi di legittimità sui quali ci giochiamo il futuro stesso del porto. Abbiamo pagato una società di consulenza fino a cinque volte di più di quanto avremmo riconosciuto ad altri operatori di mercato per un piano di ingegnerizzazione finanziaria e, paradossalmente, il documento esordisce dicendo che non si tratta in alcun modo di questo.
Abbiamo approvato in fretta e furia un PRP che prevede fondali di banchina a meno di 18 metri, nonostante avessimo espresso gravi perplessità sulla possibilità che, senza questo indispensabile requisito, Livorno avrebbe mai potuto diventare in futuro, un potenziale hub di contenitori del Mediterraneo. Oggi, tra le pagine di un rapporto a nostro avviso comunque insufficiente, Ocean Shipping Consultant ribadisce chiaramente come un fondale che non sia di almeno 18 metri di profondità rischi di vanificare ogni prospettiva di sviluppo portuale, definendolo “future proof” , a prova di futuro”.
“Su questa criticità si allinea anche Rossi, concordando pienamente sulla necessità che i fondali siano previsti da subito ad almeno 18 metri di profondità, rincarando la dose davanti ad una A.P. attonita, chiedendo quale siano le ragioni per cui un porto come Piombino abbia i fondali a meno 20 metri e dopo tutti questi anni di studi si proponga ancora per Livorno una quota che la porrebbe fuori dalle rotte delle grandi navi. Dove troveremo le risorse per scavare ulteriormente, dove collocheremo i fanghi? Questo – conclude Nogarin – rappresenta un colpo fortissimo al PRP appena approvato”

Gallanti: “Per il porto non ci sono altre via d’uscita” – Gallanti ha usato proprio la parola “marginalità”, ricordando che per il porto attuale non ci sono altre vie d’uscita, non c’è, insomma, una terza via. Di questo erano consapevoli anche i membri del comitato, a partire dallo stesso Rossi, che ha rimarcato la necessità di stringere sui tempi. Salvo contrattempi, infatti, ci vorranno almeno due anni prima di poter iniziare a mettere la prima pietra in cantiere: dieci mesi serviranno per individuare l’investitore privato e ad occhio e croce ne serviranno altri dieci per redigere il progetto definitivo e la valutazione di impatto ambientale. «Oggi siamo tutti qui per cercare di far diventare Livorno uno tra i porti più importanti d’Europa – ha detto il numero uno della Regione Toscana -; abbiamo investito molto come Regione su questo project financing e ci crediamo».

Rossi:” Il Governo ci crede. Ecco perché” – Per Rossi il fatto che lo Stato abbia promesso di contribuire con 50 milioni di euro alla realizzazione dell’opera è di per sè significatico: «Vuol dire – ha spiegato – che il Governo crede nel progetto e ci invita a procedere speditamente. Per questo chiedo al presidente Gallanti di accelerare e di impegnarsi a pubblicare il bando di gara entro luglio».

“Bisogna far presto” -L’invito a fare presto è stato accolto non soltanto dal primo inquilino di Palazzo Rosciano, che si è impegnato ad avviare già a giugno la fase di scouting (la fase esplorativa con le missioni promozionali all’estero), e ad arrivare a fine luglio con l’indizione del bando di gara per la ricerca del promoter, ma da tutta la comunità portuale. Con un’unica eccezione. Quella rappresentata dal sindaco della città dei Quattro Mori, Filippo Nogarin, che ha sollevato alcune preplessità con riferimento ai contenuti degli studi di analisi competitiva e di ingegnerizzazione finanziaria, criticando persino le modalità con cui l’Autorità Portuale ha affidato all’ATI Ocean Shipping Consultants- D’Appolonia l’incarico di redigere gli studi.

«Il report è di dubbia qualità ed è costato troppo alla collettività, più del doppio rispetto al costo medio degli studi oggi in circolazione», sono state, in estrema sintesi, alcune delle accuse che il primo cittadino ha lanciato contro i vertici dell’Autorità Portuale.

Provinciali: “Le affermazioni del sindaco sono gravi” – «Le affermazioni del sindaco sono gravi – ha risposto il segretario generale, Massimo Provinciali – lo studio, così come ogni prodotto dell’intelletto che riguarda il genere umano, è migliorabile, ma come responsabile della macchina amministrativa dell’Ente non posso tollerare che si sospetti che l’Autorità Portuale sia venuta meno al principio della trasparenza e della legalità. Se Nogarin ha una idea alternativa di sviluppo del porto a quella della Ocean Shipping Consultants, presenti uno studio che abbia un livello di dignità scientifica pari a quello che abbiamo oggi presentato».

In Comitato Portuale si sono tutti espressi perché si proceda speditamente con l’iter di realizzazione della Piattaforma Europa.

«Se ciò che è stato presentato – ha detto il rappresentante degli imprenditori, Umberto Paoletti, riferendosi al report della OSC – non risponde ai desiderata del sindaco, mi aspetto che lo stesso si faccia carico di predisporre una proposta alternativa che abbia la stessa portata e le stesse caratteristiche. Per intanto, si vada avanti con la massima sollecitudine, senza sollevare ulteriori obiezioni».

IL NEO PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO COSTALLI

«Provo fastidio – ha detto il presidente della Camera di Commercio, Sergio Costalli –un fastidio che genera preoccupazione per il futuro. Se non siamo uniti, se tutti assieme non teniamo la barra a dritta sull’importantissima partita della Piattaforma Europa, rischiamo seri guai. I tempi devono essere rispettati e con convinzione».

«Più che voler stimolare delle riflessioni – ha dichiarato il rappresentante delle imprese portuali, Enzo Raugei – mi è sembrato che il sindaco abbia dato libero sfogo alla propria pulsione inquisitoria nei confronti dell’Authority. L’Ocean Shipping Consultants è tra le migliori società di consulenza al mondo e la sua analisi merita rispetto, credo sia dovere di tutti andare avanti con l’iter».

Dello stesso avviso anche il rappresentante dei lavoratori, Maurizio Strazzullo, che pur chiedendo all’Authority doverosi chiarimenti rispetto alle “perplessità” sollevate dal sindaco, ha auspicato che, nell’interesse di tutta la comunità, si vada avanti con la pubblicazione del bando di gara.

E a proposito di gara, il presidente dell’Apl, ha annunciato che stipulerà presto con l’Authority anti-Corruzione di Cantone una convezione sul controllo della trasparenza e della liceità di tutte le procedure che, durante la fase esecutiva, porteranno alla realizzazione della Piattaforma Europa.

«Trovo sia un’ottima idea – ha detto Rossi –  in questo modo ci mettiamo al riparo da sorprese che in corso d’opera potrebbero diventare esiziali».

Quanto allo studio della Osc, il presidente della Regione Toscana, ha dedicato un’ultima battuta ai fondali e alla ipotesi di approfondirli anche a -18: «Credo che la OSC faccia bene a richiamare l’attenzione sul fatto che il porto debba essere pensato per rispondere alle sfide del futuro prossimo – ha detto -, se portare i fondali a -18 ci costasse relativamente poco potremmo pensare di adeguare subito i progetti, andando oltre i -16 metri oggi preventivati».

 

 

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