Porto. Authority e Uniport entrano in Alp, salvi i posti

di letizia

Mediagallery

“In via straordinaria ed eccezionale, senza che ci sia la necessità di alcun esborso di denaro, il nostro ingresso in Alp garantirà l’espletamento delle norme di legge che consentirà di poter arrivare al livello degli altri porti”. Con queste parole il presidente dell’Autorità portuale, Giuliano Gallanti, ha comunicato alla terza commissione consiliare la decisione di fare entrare l’Autorità Portuale, al 49% e per un periodo limitato nel tempo, nella compagine societaria. Non è solo l’Autorità portuale a entrare in Alp: con il 10% fa il suo ingresso nella società anche Uniport, le cui quote sono state formalizzate dal notaio. Oltre all’Autorità portuale e Uniport sono presenti in Alp anche Fratelli Neri, Ltm, Lorenzini, Tdt, Cpl, Cilp e non si esclude che in futuro possano entrare altri soggetti.
L’entrata dell’Autorità portuale nell’Agenzia per il lavoro in porto oltre che il mantenimento del posto di lavoro dei 59 dipendenti, fa sì che anche per i lavoratori interinali iscritti all’agenzia Intempo che vengono chiamati quando è necessario altro personale ci sia una maggiore garanzia dell’applicazione dell’articolo 17 che definisce la manodopera portuale. Uno dei problemi che da tempo colpisce i dipendenti di Alp è quello dei controlli e riguardo a ciò il presidente Gallanti ha spiegato che “al nostro ingresso conseguirà anche un’intensificazione dei controlli. Sono dell’idea che la sospensione dell’attività danneggi solamente i lavoratori. A questo proposito Assoporti da tempo chiede che al posto delle sospensioni delle licenze siano fatte invece sanzioni pecuniarie”.
Legata strettamente all’attività lavorativa c’è quella dell’organizzazione delle aree portuali e per questo il presidente Gallanti ha fatto un appello all’amministrazione comunale: “ Occorre approvare al più presto la variante anticipatrice altrimenti si corre il rischio che ci siano notevoli danni al porto”. Il segretario dell’Autorità portuale Massimo Provinciali sostiene che una soluzione alla difficile situazione che si è creata in porto dove a oggi si assiste a una corsa al ribasso sul costo del lavoro potrebbe essere, e questo riguarda il piano regolatore del porto, il riordino delle aree funzionali allo scopo di una migliore gestione delle imprese portuali:”A oggi le imprese operatrici nel porto sono 20: ci si potrebbe allora mettere attorno a un tavolo e chiedersi se ci sono gli spazi sufficienti per tutte le imprese o no. Nel caso non fosse così si potrebbe ipotizzare di diminuire il numero delle imprese senza ridurre il lavoro, questa è a mio avviso una riflessione che va avviata”.
Yari De Filicaia (Pd) pur considerando positivo l’ingresso dell’Autorità portuale in Alp ritiene che esso sia “la miglior soluzione-tampone servita soprattutto a mettere in salvo i posti di lavoro. Ho il timore però che alcune dinamiche all’interno del porto continueranno”. Anche Valter Sarais (Movimento 5 stelle) ha accolto favorevolmente l’entrata di Autorità portuale in Alp e auspica che l’ente pubblico vigili sugli operatori portuali: “ Per quanto mi riguarda – ha aggiunto Sarais – tutti i mesi mi farò fare dei resoconti dai lavoratori per sapere quanti turni sono stati fatti e da chi”.

Autorità Portuale: 49%; Uniport e Tdt: 10%; 7% a testa per Lorenzini, Ltm, Neri Depositi Costieri Spa e Cilp; 3% al Tco. Si è definita in questo modo, con la sottoscrizione delle quote davanti al notaio Valerio Vignoli, il nuovo assetto societario dell’Alp, l’agenzia che ai sensi dell’articolo 17 della legge 84/94 è titolata ad integrare l’organico delle imprese portuali duranti i picchi di lavoro.

Riproduzione riservata ©