Porto, in arrivo 90 milioni dalla Banca Europea

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“Egregi Signori, ho il piacere di comunicarvi che il nostro Management Commitee ha approvato un prestito all’Autorità Portuale di Livorno per un ammontare di 90 milioni di euro ed una durata di 20 anni”. A dare la notizia ufficiale è stato ieri, nel tardo pomeriggio, il funzionario della BEI (Banca Europea degli investimenti) con delega ai finanziamenti in Italia e Malta, Andrea Kirschen. L’Authority potrà usare i soldi della Banca Europea degli Investimenti per finanziare gli interventi già inseriti nel programma triennale 2016/2018 delle opere pubbliche approvato in Comitato Portuale il 12 novembre scorso: Su un fabbisogno triennale di 120 milioni di euro, 90 saranno quindi messi a disposizione dall’istituto di credito europeo per realizzare opere quali, ad esempio, l’escavo dei fondali prospicienti la Darsena Toscana, il dragaggio dell’imboccatura sud, il rifacimento della Bengasi, la realizzazione del microtunnel per il passaggio dei tubi dell’ENI, l’allargamento del Canale di Accesso e la costruzione di un nuovo magazzino per i forestali in zona MK alla radice del Terminal Alto Fondale. L’obiettivo degli interventi, secondo quanto riportato dalla Bei nella web publication form diramata agli inizi di marzo è quello di rendere Livorno un nodo core delle Reti TEN-T ancora più competitivo ed efficiente.
È infatti sugli scenari futuri che si concentra l’attenzione di Gallanti, in particolare su quella Piattaforma Europa il cui bando di gara è stato pubblicato a gennaio e per il quale gli investitori intenzionati a partecipare hanno tempo sino al 30 giugno per presentare le manifestazioni di interesse: per il numero uno dello scalo labronico, le attenzioni della Bei avranno un effetto positivo sul bilancio dell’Ente, che potrà così liberare importanti risorse da destinare all’opera: “Abbiamo a fianco a noi l’Unione Europea e la Regione Toscana, continueremo a migliorare lo scalo portuale esistente, in attesa che diventi realtà il grande progetto di ampliamento a mare del porto. Chi a Livorno temeva, o forse auspicava, risultati negative con riferimento all’acquisizione degli investimenti internazionali, ora dovrà ricredersi: per dirla alla Renzi le paure dei gufi stanno a zero, a dimostrarlo ci sono oggi 90 milioni di buone ragioni”.

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