Più imprese, ma meno fatturato. Dati

Qualche segnale positivo c’è, ma serve spinta politica per tramutarlo in sviluppo

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Mentre gli ultimi dati del Centro Studi della Camera di Commercio ci dicono che nel 2015 si è riaffacciata in provincia di Livorno la voglia di fare impresa, con un saldo nuovamente positivo fra le imprese aperte e quelle chiuse, i dati consuntivi relativi ai principali indicatori di bilancio per il 2014 ci fotografano una piccola e media impresa livornese ancora in affanno (clicca sul link in fondo all’articolo per consultare il rapporto completo del 2014).

“Sappiamo benissimo – commenta il presidente Cna Diego Nocenti – che un’impresa nata oggi non può valere quanto un’impresa storica che chiude, ma registriamo comunque con favore l’aumento seppur contenuto nelle nuove imprese; ciò che ci preoccupa però sono i dati che ci vengono dall’indagine Trend condotta semestralmente dalla Cna sui dati di bilancio delle imprese livornesi fino a 10 dipendenti che evidenzia dati negativi, in maniera anche peggiore rispetto alla media regionale. A impensierire in modo particolare sono i livelli in calo del fatturato registrati a Livorno nelle costruzioni (-10,5%, il dato regionale è -4,6) e il manifatturiero nel suo complesso (-7,9%, con la metalmeccanica che segna addirittura un -12,1%); leggermente meno peggio il settore dei servizi che nel suo complesso arretra del 2,2%”.

“Il solo dato del settore edile – aggiunge il direttore Marco Valtriani – che muove nel suo complesso circa 260 milioni dei 731 milioni di fatturato totali sviluppati in un anno dall’artigianato e dalle piccole imprese livornesi, si traduce in 30 milioni di euro non lavorati rispetto al 2013, che già come noto era stato un anno negativo come quelli precedenti. Sono numeri che devono far riflettere attentamente chi pianifica gli interventi sul territorio, gli strumenti urbanistici e la gestione delle manutenzioni del patrimonio pubblico locale dell’intera provincia”.

In calo del 10,1% anche le retribuzioni (in Toscana del 5,1%) e di quasi il 12% il livello degli investimenti (addirittura -10% rispetto al dato regionale).

Come evidenzia però il complesso dell’indagine condotta con l’apporto dell’Istat e della Local Global, il 2014 non è tutto da buttare: leggendo fra i numeri e soprattutto mettendoli in relazione con gli andamenti degli anni scorsi, si intravedono dei segnali almeno di speranza; in tutti i settori il secondo semestre del 2014 ha fatto registrare un cambio di tendenza in tutti gli indicatori di bilancio, un fattore che sta ad indicare che la fase recessiva dovrebbe aver concluso la sua fase più aspra. A supporto di questa lettura dei dati ci sono le performance locali di settori come il trasporto (+11,8%), del legno (+8,3%), della pelle (+2,3%) e dell’oreficeria (+22,6%), anche se questi ultimi muovono ovviamente fatturati decisamente minori rispetto agli altri settori. “Se tutto ciò – conclude Valtriani – lo mettiamo insieme ai dati confortanti sui primi mesi del 2015 contenuti sul rapporto sulla situazione in Toscana realizzato da Irpet-Unioncamere e quelli certificati dall’Istat con segnali di ripresa nella produzione industriale ed il rilancio dell’export e dei consumi, nonché agli sforzi messi in campo dalla Regione Toscana per la ripresa economica del territorio livornese, ci potrebbero essere i presupposti affinchè la speranza di invertire con maggior decisione la tendenza negativa, diventi una certezza fatta di sviluppo e di nuova occupazione. Ma perché tutto ciò avvenga non bastano i numeri, serve maggiore unità di intenti fra tutti i soggetti locali ed una politica di programmazione economica e tributaria che guardi con maggiore attenzione alle imprese locali”.

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