People Care in piazza, il sindaco Nogarin: “Al vostro fianco”

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In circa 500 sono scesi in piazza, sabato 24 gennaio, per manifestare contro la chiusura del call center People Care di Guasticce al grido di “Abbiamo diritto al futuro”. Il corteo, organizzato da Cgil, Cisl, Uil e Cobas, ha sfilato in pieno centro, da piazza Cavour a piazza Attias durante l’ora di “punta” dello shopping cittadino.
“Il 29 gennaio come Amministrazione Comunale – ha commentato il primo cittadino Nogarin – parteciperemo nuovamente al tavolo di concertazione del Ministero dello Sviluppo Economico riguardante la situazione People Care. Così come è stato per Eni, come capoluogo della provincia, Livorno è fortemente impegnata in questo tavolo, al di là che questo riguardi un’azienda insediata in un altro comune del territorio”.
La critica alla proprietà –“Personalmente debbo purtroppo constatare – continua Nogarin -come la proprietà sia apparsa, negli incontri precedenti, quasi rinunciataria rispetto al proprio destino ma soprattutto a quello dei lavoratori, molti dei quali sono cittadini livornesi.
Le ragioni della crisi – “A mio modo di vedere le ragioni di questa crisi aziendale – spiega il sindaco – vanno cercate nella mancata diversificazione dell’attività produttiva, visto che questa era di fatto limitata alla sola commessa con Seat Pagine Gialle; un segnale questo di un’imprenditoria che definirei quantomeno poco oculata”.
Il sostegno dell’Amministrazione Comunale -“Non possiamo che sostenere con forza le ragioni dei lavorator- conclude Nogarin – che nessuna responsabilità hanno per questa crisi, anche attraverso la nostra partecipata Spil (proprietaria dell’edificio che ospita l’azienda) per cercare di scongiurare la chiusura dello stabilimento.
E’ importantissimo garantire continuità lavorativa sul territorio a lavoratori che hanno un’elevatissima professionalità. Confidiamo quindi nelle iniziative governative intraprese in relazione alla regolazione dell’attività dei call center oggetto di discussione nell’ambito di tavoli di settore aperti presso il MISE e negli esiti dell’incontro di giovedì”.

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