Molo Italia lato nord ai nastri di partenza

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Un tubo lungo 300 metri, e 900 millimetri di diametro, che attraversa il porto collegandosi direttamente alla prima vasca di colmata. È l’istantanea che si presentava questa mattina agli occhi di giornalisti e operatori e che segna, più di ogni altro annuncio, l’inizio concreto dei lavori di dragaggio davanti al Molo Italia. Una volta portati i fondali del lato nord a meno 13 metri, i vertici dell’Authority potranno aggiungere un nuovo importante tassello al puzzle della riorganizzazione del comparto della cellulosa e gettare così le basi per la realizzazione, all’Alto Fondale, di un moderno polo delle crociere. La tubazione verrà poggiata sul fondale del canale di accesso e, senza compromettere il transito delle navi, consentirà il trasferimento del materiale dragato dal Molo Italia direttamente alla Vasca di Colmata.
«Nei prossimi giorni arriverà la draga – ha comunicato il dirigente dragaggi e ambiente dell’Autorità Portuale, Giovanni Motta – e avrà una capacità di scavo di circa 30 mila metri cubi al giorno. Il lavoro, eseguito dalla ditta Sidra, si concluderà nell’arco di un mese e mezzo. In totale è previsto l’escavo di circa 500 mila metri cubi». «Le operazioni procedono come da programma – ha detto il numero uno dello scalo labronico Gallanti, presente ai lavori preliminari di posizionamento della tubazione –; quella sul Molo Italia è la prima di una lunga e importante serie di attività di dragaggio che cambieranno presto il porto di Livorno, favorendo l’ingresso di navi di maggiori dimensioni rispetto a quelle cui eravamo abituati».
Nell’elenco annuale 2015 del programma operativo triennale presentato ieri in Comitato Portuale spiccano infatti diversi interventi di dragaggio: i più importanti sono la seconda fase del dragaggio dell’imboccatura sud del Porto (8 milioni di euro), l’escavo della Calata Bengasi (2,5 mln di euro); il dragaggio della Darsena Calafati, fondamentale per la definitiva collocazione del Bacino Ercolino II (3 mln di euro) e, soprattutto, il dragaggio della Darsena Toscana (17 mln di euro). A seguito della riperimetrazione del SIN, le pratiche autorizzatorie per questi interventi sono ormai diventate di competenza della Regione Toscana, che ha anche adottato procedure improntate alla semplificazione ed alla velocizzazione, senza ovviamente perdere di vista gli obiettivi di tutela ambientale.

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