Molo Italia, ecco perché Cotunav non può scaricare. Traghetti merci (Ro/Ro), nasce il contratto di rete

Rispetto delle regole e coerenza con gli strumenti di programmazione del porto (leggi qui del nuovo contratto di rete per i traghetti ro/ro).  Durante la Commissione Consultiva di giovedì 28, riunitasi per trattare della questione Co.tu.nav/Scotto, è stato fissato un punto fermo: il Molo Italia è destinato alla movimentazione dei prodotti forestali e non può essere stabilmente usato per altre tipologie di traffico.

A sancirlo è il Piano Regolatore Portuale, approvato l’anno scorso, che prevede di concentrare i rotabili nelle aree del porto industriale della Darsena Inghirami (oggi assegnata in concessione a LTM) e della prima metà della sponda ovest del Canale industriale, fino al limite delle aree in concessione a Sintermar.

«La filosofia del Prp – ha dichiarato il segretario generale della Port Authority, Massimo Provinciali – è quella di spostare il traffico dei rotabili nelle zone periferiche del porto e decongestionare così il Varco Valessini e la viabilità interna. È quindi evidente l’incompatibilità con tali previsioni di un traffico extra-Schengen che genera oltre 14.000 trailer all’anno».

La compagnia tunisina di Stato è un cliente storico del porto di Livorno, che scala con frequenza bisettimanale (ogni mercoledì e sabato) imbarcando e sbarcano principalmente rotabili e secondariamente container. Nel 2015 la Compagnie Tunisienne de Navigation ha movimentato nello scalo labronico oltre 14.000 mezzi commerciali e 8200 teus (oltre 6000 contenitori) in import/export. Alla fine dell’anno scorso la società, tramite l’agenzia Austral, aveva disdetto il contratto con quello che era il suo terminalista di riferimento, LTM, decidendo di rivolgersi al concessionario Scotto srlu, che opera sul lato nord del Molo Italia, per l’esercizio delle operazioni portuali di sbarco/imbarco.

 

 

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