Industrie. Sciopero e manifestazione con corteo

Sempre nella giornata di mercoledì 20, in accordo con le manifestazioni nazionali, alle 8 del mattino ci sarà un presidio di fronte alla raffineria

Mediagallery

di Giulia Bellaveglia

Gli effetti della crisi finanziaria che ha investito il nostro paese sono stati fortemente percepiti anche dai lavoratori dell’industria della provincia di Livorno con numerose perdite di posti di lavoro, motivo per il quale alcuni sindacati hanno indetto uno sciopero per mercoledì 20 gennaio.

I motivi di tale decisione sono stati ampiamente illustrati in un incontro che si è tenuto nel pomeriggio di lunedì 18 gennaio nei locali della sede della Cgil a Livorno e che ha visto la partecipazione di Fabrizio Musto, segretario provinciale Filctem Cgil, Massimo Martini, segretario generale Uiltec Toscana Costa, Gabriele Burgalassi, segretario Femca Cisl e Fabrizio Zanotti segretario Filctem Cgil.

cgil1Le tre categorie, insieme a Flaei Cisl, sciopereranno in primo luogo per l’assenza di risposte da parte del governo in materia di perdita dei posti di lavoro, ammortizzatori sociali e sostegno al reddito oltre che per la lentezza del rilancio industriale del territorio.

Per quanto riguarda il settore chimico elettrico nella provincia le due centrali Enel di Torre del Sale a Piombino e di Livorno sono a forte rischio chiusura, mentre per quanto riguarda Edison ed Elettra, dello stabilimento ex Lucchini di Piombino, i lavoratori sono già in cassa integrazione.

“Quello che chiediamo è una partecipazione di tutta la cittadinanza per risolvere un problema sociale molto grave-   spiega Fabrizio Musto – Nel mese di dicembre abbiamo organizzato due incontri con il prefetto per chiedere ascolto, ma non c’è stato alcun responso, per questo abbiamo indetto lo sciopero”.
Per il territorio di Livorno la situazione è ancora più drammatica poiché non ci sono progetti in fase di sviluppo, mentre per il parco industriale di Rosignano Solvay resta ancora irrisolto il problema dell’alto costo del vapore.
“Vogliamo puntare sul rilancio industriale energetico perché avendo un costo dell’energia favorevole si attraggono investimenti-  ha precisato Massimo Martini, che ha poi aggiunto – Gli ammortizzatori sociali per i dipendenti hanno un tempo ristretto e se non agiamo subito molti di loro si ritroveranno senza entro la fine di marzo”.
Sempre nella giornata di mercoledì 20, in accordo con le manifestazioni nazionali, alle 8 del mattino ci sarà un presidio di fronte alla raffineria contro il disimpegno di Eni nel settore chimico, grande pilastro che in caso di ritiro lascerebbe il paese senza un piano per il futuro.
La manifestazione avrà luogo mercoledì 20 gennaio alle ore 17:15 in via Fabio Filzi presso le ex Ceramiche industriali; il corteo, che percorrerà le vie cittadine avrà come punto di arrivo la Prefettura di Livorno per richiedere un incontro.
Come ha spiegato Gabriele Burgalassi “le ex Ceramiche Industriali sono un luogo simbolico della crisi, la prima azienda fallita in territorio livornese, proprio per questo motivo abbiamo scelto di partire da lì”.

 

 

Riproduzione riservata ©