I chimici al Governo: “Dialogo o sciopero”

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Il 5 di novembre le categorie confederali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec avevano incontrato il prefetto di Livorno, insieme ai metalmeccanici, per richiedere un confronto urgente con il governo sulla proroga degli ammortizzatori sociali in scadenza e sul costo dell’energia troppo elevato. Per questo motivo i sindacati di categoria che da Livorno a Piombino, nel solo settore elettrico, sul territorio hanno registrato la perdita di 250 posti di lavoro hanno deciso di andare allo sciopero: “Le politiche energetiche sono un punto fondamentale del rilancio dell’economia attraverso un nuovo corso di industrializzazione – chiariscono le segreterie della provincia di Livorno – invece, manca un piano energetico a livello nazionale che il territorio, di conseguenza, paga: nella provincia non si produce più energia, rimangono solo distribuzione e area mercato (commercializzazione)”
Edison, Elettra le due centrali Enel, Torre del Sale e Marzocco sono vittime eccellenti della crisi, a cui si aggiungono Sol e Redi “I nostri settori hanno pagato pesantemente la crisi in termini occupazionali – Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec del territorio – e siamo preoccupati anche per le realtà operative: gli incentivi cip 6 per la produzione di energia, necessaria per abbattere i costi del vapore, scadranno nel 2017, dopodiché la produzione del parco Solvay di Rosignano avrà costi fuori mercato, cosa succederà a quel punto?”.
Da 4 anni le categorie sottopongono alle istituzioni tali problematiche, a cui, complice il perdurare della crisi, si aggiunge la scadenza degli ammortizzatori sociali per quanti hanno perso il lavoro “La vertenza più nota è quella della ex Cil – illustrano le segreterie – alcuni lavoratori hanno già perso ogni forma di sostegno al reddito e tutti esauriranno gli ammortizzatori entro marzo”. Sono queste le ragioni per le quali le categorie andranno allo sciopero qualora il tavolo prefettizio, tappa obbligatoria per le categorie in agitazione, non andasse a buon fine “Una volta che i nostri settori manifestano volontà di sciopero – concludono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec – siamo obbligati a un tavolo di raffreddamento in Prefettura, in quella sede ci auguriamo di ottenere finalmente il confronto richiesto”

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