Confesercenti, successo per “…che impresa, giovani”. Master con tirocinio formativo per trenta ragazzi

Grande successo per la fine del progetto "..che impresa, giovani" , organizzato dalla Confesercenti, con la collaborazione di ItaliaComfidi e dell'associazione Eraclito2000

Mediagallery

di Filippo Ciapini

Grande successo per la fine del progetto “..che impresa, giovani” , organizzato dalla Confesercenti, con la collaborazione di ItaliaComfidi e dell’associazione Eraclito2000. Il master offre a 30 ragazzi laureati e/o laureandi, accuratamente selezionati, la possibilità di seguire, oltre alle lezioni in aula, un lungo periodo di tirocinio formativo che, alla fine del percorso, permetterà loro di elaborare un progetto di impresa ed, in questo caso, esporlo al mondo imprenditoriale presente. L’assessore all’Innovazione e alla Ricerca del Comune, Francesca Martini, ha sottolineato come Confesercenti si sia trovata al “posto giusto e al momento giusto”. “Questo Master – continua la professoressa Diana Pardini, direttrice del Master CIBA – si caratterizza per una metodica inedita grazie alla quale traiamo il meglio da ogni ragazzo attraverso l’esercitazione di imprese, unendo così due aspetti a mio parere fondamentali: cultura e formazione”.
Subito dopo l’intervento è arrivato il momento della presentazione dei vari progetti intervallati dal saluto dell’assessore regionale all’istruzione e alla formazione e dalla recente delega, al lavoro, Cristina Grieco, che ha voluto suggerire ai giovani (erano presenti delegazioni di alunni dell’istituto Vespucci e del Marco Polo di Cecina) di ascoltare “chi ce l’ha già fatta” e di promuovere se stessi. Ha preso poi la parola il professor Marco Giannini, docente di organizzazione aziendale presso la facoltà di economia di Pisa: “E’ fondamentale lavorare in gruppo, da soli non si vince mai”. E subito dopo Serena Gianfaldoni, docente di gestione del personale alla facoltà di ingegneria gestionale di Pisa,”Questo master è azzeccatissimo perché fa quello che serve nel lavoro: aumenta e valorizza le Soft Skills, ovvero le competenze secondarie che alla fine si rivelano fondamentali”.

Riproduzione riservata ©