Cgil, Cisl e Uil: “Risposte concrete per la crisi di Livorno”

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Si è tenuto stamani l’attivo unitario dei delegati di Cgil, Cisl e Uil della provincia di Livorno alla Fortezza Vecchia con la partecipazione del sindaco di Livorno e dei rappresentanti dei Comuni di Rosignano Marittimo e Collesalvetti, l’Autorità Portuale, Confidustria, Confesercenti, CNA e Lega delle Cooperative. Durante l’incontro è stato deciso di portare la piattaforma unitaria ‘Dallo sviluppo ai nuovi posti di lavoro’ nelle assemblee in tutti i luoghi di lavoro per unire coloro che il lavoro lo hanno con chi lo ha perso, i disoccupati e i pensionati, con l’obiettivo di sostenere le richieste della piattaforma anche con uno sciopero generale.

Questi i punti salienti della piattaforma unitaria:

Sostegno al reddito per tutti i lavoratori della provincia di Livorno che si sono trovati senza occupazione, anche attraverso politiche attive, formazione e lavori di pubblica utilità, per i quali rivendichiamo risorse aggiuntive da parte del Governo
-Accelerare tutti i processi di sviluppo industriale: investimenti, infrastrutture, potenziamento del porto
-Questione energetica: sostituire le vecchie centrali dismesse con nuove centrali tecnologicamente avanzate
-Rrilanciare il ruolo della pubblica amministrazione, fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico del territorio, soprattutto attraverso investimenti infrastrutturali nei servizi al cittadino, quali l’ospedale di Livorno, la ristrutturazione o la crazione di un nuovo PO, l’attivazione delle case della salute

“Chiediamo a tutte le istituzioni di condividere la nostra piattaforma – dicono Cgil, Cisl e Uil – L’obiettivo è consolidare il tessuto industriale esistente, attrarre nuove attività produttive e dare risposte sul piano sociale, creando nuovi posti di lavoro”.

I sindacati chiedono – di concerto con le altre categorie economiche – l’istituzione di tavoli di confronto e di programmazione, per creare le condizioni di competitività e attrattività del territorio.

“A Piombino avevamo coniato ‘Piombino non deve chiudere’, a Livorno diciamo ‘Livorno deve aprire'”, concludono i sindacati.

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