Artigianato. Cna: ‘Nel 2013 persi 22 milioni di euro’

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“Un’estate brutta non solo meteorologicamente, ma soprattutto economicamente quella livornese – afferma il presidente della Cna Diego Nocenti nel commentare gli ultimi dati appena elaborati dal rapporto Trend (Cna-Istat-Local Global) – che non accenna ancora a mettere il barometro su bel tempo. Dal rapporto congiunturale del 2013, l’artigianato nella provincia di Livorno ha perso ben 22 milioni di euro rispetto all’anno precedente, che già non era certo stato un anno positivo. Siamo una delle province che in Toscana arranca di più. Il settore delle costruzioni, che è ancora quello a maggior fatturato nel nostro territorio ha perso da solo 14 milioni di euro, arretrando del 7,9% (in toscana del 2,9%). Un altro settore strategico come quello dei trasporti su strada ha perso addirittura il 18% del suo fatturato, ben 8 milioni di euro, mentre il settore alimentare cala del 6,7%. Le uniche note positive vengono dal settore manifatturiero in cui la metalmeccanica fa segnare un rimbalzo positivo del 10,4% dopo un anno orribile come il 2012 e da quello della riparazione meccanica che supera di poco l’1%.. Gli altri pochi segni positivi vengono purtroppo da settori con un impatto basso sul PIL provinciale (tessile, pelletteria…), ma evidenziano comunque la presenza di realtà che stanno lottando nel proprio ambito con tenacia e professionalità”.
“Il guaio è – afferma il direttore della Cna Marco Valtriani – che le istituzioni locali ancora non sembrano aver capito la gravità della situazione. Ad urne ormai chiuse da molte settimane, nessuna delle nuove giunte si è degnata di convocare le associazioni di categoria per illustrare programmi dettagliati concreti o per ascoltare le nostre proposte su come intervenire localmente per cercare di ridare tutto l’ossigeno possibile alle imprese locali.
Mi permetto di aprire una parentesi sul settore dei trasporti su strada: avevamo cercato di far capire al prefetto di Livorno che il transito dei veicoli è drasticamente calato nella nostra provincia essendo calati i traffici (come dimostrano chiaramente i dati) ma si è invece ostinato a voler chiudere d’estate la 206 imponendo ulteriori penalizzazioni economiche agli autotrasportatori locali deviandoli sulla carissima A12 Colle-Rosignano; è un chiaro esempio di come si poteva dare localmente un contributo tangibile ad un settore già duramente in crisi, e si è invece preferito far finta di niente, anche al ministero, dove nessuno si è voluto prendere la responsabilità di un ripensamento.
Ci vogliono misure concrete, immediate, altrimenti le nostre imprese continueranno a morire, talvolta per crediti non riscossi, altre volte per aver perso appalti mal congegnati da amministrazioni locali disattente alle possibilità di favorire legittimamente le imprese locali, ma attentissime a tassare le stesse: ricordiamo che a Livorno, secondo lo studio sul Tax Rate fatto dal Centro Studi della Cna Nazionale, le imprese lavorano fino al 22 agosto esclusivamente per pagare le tasse (17 giorni in più rispetto al 2011). Prendendo come riferimento un’impresa manifatturiera individuale, con un laboratorio di 350 mq, un negozio di 175 mq, 5 dipendenti, un fatturato di 430mila euro ed un reddito di impresa di 50mila euro/anno (quindi una delle tante nostre imprese), il reddito che rimane dopo aver pagato le tasse locali, regionali e nazionali è di appena 18.102 euro, con una pressione fiscale del 63,6%! La terza più alta in Toscana. Così non si può andare avanti – conclude Valtriani – e a livello locale si può invece fare molto per invertire la rotta”.

 

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