Romano (Idv): “Anche a Parma finì così, ora no accordi sotto banco”

Il rappresentante di Italia dei Valori: "Più che una libecciata, questa è la tempesta del secolo"!

Mediagallery

Il giorno dopo lo scrutinio a riflettere su quanto è stato espresso dalle urne c’è anche Andrea Romano (Italia dei Valori) che si appella alla trasparenza e sottolinea come anche alle amministrative di Parma il primo turno finì con le medesime percentuali tra Pd (39%) e M5s (19%).
“Qualche commento mi sorge spontaneo ad urne ancora calde – inizia Andrea Romano-  Per quanto riguarda la mia lista, abbiamo il giusto orgoglio di essere comunque riusciti a presentarci e anche di aver preso, a livello comunale, qualche votarello in più rispetto alle europee, mentre gli altri ne hanno persi a migliaia. Personalmente, avevo un debito morale col partito che mi ha consentito di essere eletto 5 anni fa e il minimo che potessi fare era di guidare una lista destinata stavolta, purtroppo, a ben altri risultati. Il resto lo lascio agli schettino della politica. Più in generale, a Livorno su 40 consiglieri comunali uscenti rientrerebbero solo in 6 in caso di vittoria di Ruggeri (Volpi, Scavazzon, Tramonti, Martorano, Amadio e Cannito) oppure solo uno (Cannito) in caso di vittoria di Nogarin. Escono dal consiglio IDV, Rifondazione, Lamberti, Ncd, Udc, forse anche Sel, mentre l’ex Pdl passa da 11 a 1 consigliere: più che una libecciata, questa è la tempesta del secolo!”.
 Anche a Parma andò così il primo turno. “Da almeno tre anni avviso il centrosinistra: cambiare strada o arriverà lo schiacciasassi grillino anche a Livorno , scrivevo sui giornali dopo le elezioni amministrative del 2011 e dopo le politiche del 2013. Ma secondo molti ero solo un pestifero ragazzo in cerca di visibilità e poi Parma non c’entra niente con Livorno , diceva qualche mio collega consigliere con la scienza infusa. Sommessamente ricordo che anche a Parma – scrive Romano – i risultati al primo turno furono 19% per i grillini e 39% per il centrosinistra, quindi il sottoscritto non era poi così lontano dalla realtà dei fatti. Vediamo adesso come andrà a finire”.
Giocare a carte scoperte.”Tanto per cominciare sarebbe un bel segnale, per entrambi i candidati, presentare la loro squadra prima del voto – conclude Romano-  così evitiamo il rischio che le rispettive formazioni mercanteggino poltrone sottobanco, magari promettendo assessorati a 60 persone quando la legge fissa il tetto a 8. Serve una discussione seria, alla luce del sole, non solo sui programmi ma anche sulle persone. Comincio io? Propongo Raphael Rossi a capo di Aamps, unificando la figura di amministratore e direttore (risparmiando uno stipendio). L’incorruttibile manager è già stato chiamato in vari comuni sia dal centrosinistra che dai grillini, sempre con ottimi risultati. Chi ci sta lo dica”.

Riproduzione riservata ©