“Nogarin? Tanti selfie e pochi fatti”

di letizia

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Sono passati tre mesi dall’insediamento del sindaco Filippo Nogarin e, attraverso una conferenza stampa, il gruppo consiliare del Pd ha dato il suo giudizio su questa primissima parte di legislatura a Cinque Stelle. “Il nostro scopo non è quello di fare una puntigliosa analisi su ciò che è stato fatto o non fatto – ha affermato Marco Ruggeri, capogruppo in consiglio comunale – ma vorremmo discutere soprattutto di che cosa sarà fatto dopo. Capiamo che ci sia stato il bisogno di far rodare la nuova amministrazione, per questo abbiamo fatto un’ opposizione non pregiudiziale avanzando proposte e suggerimenti, scegliendo di non rimarcare talvolta l’inesperienza del gruppo consiliare di maggioranza”.
“Non metto in dubbio l’impegno profuso dagli assessori in questi mesi – ha proseguito Ruggeri – nonostante ciò non ho capito quest’alacrità che cosa abbia prodotto. Ciò che ci preoccupa è trovarci davanti un’amministrazione chiusa, dove il meet up sembra avere più potere del consiglio comunale. C’era il bisogno di aprirsi alla città, invece ci troviamo davanti un approccio che ricorda quello delle vecchie segreterie di partito della prima Repubblica. Sono stati fatti tanti selfie e conferenze stampa, ma sono stati pochi gli atti portati in Consiglio comunale”. Anche riguardo ai provvedimenti portati avanti dalla nuova giunta pentastellata l’ex candidato sindaco del Pd va giù duro affermando che le decisioni siano solo il proseguimento degli atti della giunta Cosimi. Per quanto riguarda le piscine il finanziamento era già stato stanziato dall’amministrazione precedente e anche rispetto alle assunzioni delle 6 educatrici e dei 3 vigili urbani secondo il gruppo consiliare del Pd è stato commesso un errore: “ La questione delle maestre doveva essere chiusa – ha aggiunto Ruggeri – avremmo voluto che la giunta non fosse ostaggio dei dirigenti, invece è stato così. Dobbiamo ricordare però che il bilancio lo vota il consiglio comunale, non i dirigenti del comune”. Il Pd poi imputa alla nuova amministrazione di fare annunci ma non di mettere niente nero su bianco, come accaduto per la questione delle terza linea del termovalorizzatore: “Da Nogarin Ato – dicono dal Pd – sta ancora aspettando una lettera in cui il sindaco formalizzi la sua decisione”. Legata alla tematica dell’inceneritore c’ è la questione di Aamps e appalto Cooplat: “La tematica di rimettere a posto la città è sparita completamente – sostengono i consiglieri democratici – e non si può pensare di affrontarla tagliando lo stipendio o mandando a casa una parte dei lavoratori della Cooplat”. Vi è poi lo spinoso tema dell’ospedale. Il Piano Mariotti  prevede l’abbattimento di tre padiglioni (il quarto, il quinto e il sesto) che sono però vincolati dalla sovraintendenza: “ Quando si parla del piano Mariotti quindi – ha detto osservato Ruggeri – si discute quindi di nulla. Il nostro interesse è quello di sapere se l’ospedale sarà ristrutturato oppure riorganizzato secondo il progetto del 2010”. Infine il porto: dal gruppo consiliare del Pd si dicono preoccupati riguardo al piano regolatore che ridisegnerà lo scalo livornese, sono contrari infatti a rimettere le mani al progetto facendo passare così altri tre o quattro anni senza dare al porto una nuova organizzazione. Per il futuro il Pd assicura che continuerà a incalzare i Cinque Stelle, tuttavia Ruggeri vorrebbe che “non si parlasse più riferendosi a noi come esponenti di un sistema clientelare. In 70 anni nessuno di noi è mai stato arrestato e se sono stati fatti errori sono stati pagati. Il fatto che abbia vinto il movimento 5 stelle non autorizza a parlare solo male delle passate amministrazioni. Se proprio vogliono farci la morale mettano allora in rete gli oltre 600 curricula arrivati, così potremmo vedere se davvero sono stati scelti i migliori”.

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