Nuovo ospedale, Idà ribadisce il suo no: “Colleghiamo l’attuale con il parterre. Se divento sindaco solo 8 assessori”

di admin

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Non poteva che concludersi davanti all’ingresso principale dell’Ospedale, quello sul viale Alfieri, la campagna elettorale di Roberto Idà, rappresentante alle imminenti primarie per conto di Sel ed Uniti per cambiare Livorno.
Un modo questo, per rimarcare un punto chiave del suo programma, un secco no, allo spostamento a Montenero dell’Ospedale.
“Di recente, mi hanno spesso accusato di comportarmi e di pensare esclusivamente da architetto – ha commentato Idà – ebbene è vero, sono un architetto urbanista e sono abituato a pensare ai problemi delle persone. La città è un organismo vivente, le cui cellule sono i cittadini. Per questo ritengo che decentralizzare la struttura sia un grosso errore, i servizi, specie quelli sanitari, devono stare vicino alla gente”.
Danno man forte anche i due rappresentanti di Uniti per Cambiare Livorno, Alberto Lenzi e Aron Chiti, che riconfermano la loro simpatia e stima per il candidato ma anche per Sel. “ Questa è una coalizione alla pari, infatti potrete notare, che entrambi i simboli che ci rappresentano sono della stessa grandezza – è intervenuto Lenzi – un semplice esempio per far capire che alla base di questo sodalizio c’è principalmente dialogo e confronto. Punti fondamentali per poter costruire qualcosa di concreto”.
“E’ bene sottolineare anche la nostra appartenenza al Pd, in un gruppo ci devono essere ideali comuni ma anche pensieri diversi – ha aggiunto Chiti – discutere in modo costruttivo è insito della democrazia e riparlare della questione Ospedale credo sia necessario, in quanto tocca da vicino ogni singolo individuo”.
L’architetto Idà mette in luce quanto sarebbe controproducente lo spostamento: “Principalmente sono contrario perché richiederebbe una spesa esosa per l’adeguamento della mobilità e finirebbe per congestionare ulteriormente la Variante” inoltre “si dovrebbero demolire due residenze sanitarie per anziani, che andrebbero comunque ricostruite con ulteriori spese”.
Punta il dito anche sui presunti finanziamenti da Asl, di cui una parte proverebbero dalla Regione ed un’altra, ammontante a circa 65 milioni di euro, da alienazioni di beni Asl “ valutati in tempi in cui il mercato immobiliare era ancora florido e tutt’ora invenduti. La mia paura è che rimanga un’opera incompleta come sarebbe stato il destino del Palazzetto dello Sport se non fossero letteralmente piovuti dal cielo i finanziamenti statali per i Mondiali, che ne permisero poi l’ultimazione”.
“Anche il terreno collinare vanta diversi problemi idrogeologici e la zona si rivelerebbe difficile da raggiungere, specie se si pensa che la maggior parte degli utenti sono persone anziane o con problemi di salute”- continua il candidato – “ credo che la soluzione migliore sarebbe quella di ammodernare la struttura, avvalendosi delle zone limitrofe come l’ex Pirelli, la parte degli uffici dietro il Cisternone ed il parcheggio di via del Corona, troppo poco utilizzato. Si potrebbe restaurare l’edificio principale, opera dello storico architetto Ghino Venturi e destinarla ad uso uffici e rendere accessibile all’ospedale il parco Pertini. Una grande struttura collegata perfettamente al centro cittadino, anche tramite l’uso di piccoli bus elettrici. E’ una bella sfida, ne sono consapevole – ha aggiunto – ma ci permetterebbe di risparmiare almeno il 25% e sarebbe accessibile a tutti, si parla della salute della gente, non si può scherzare”.
Conclude il suo intervento sottolineando quante bellezze non valorizzate ci siano nella nostra città a partire dalle due Fortezze, passando per l’acquedotto del Poccianti, al lungomare fino al quartiere della Venezia con il suo complesso sistema di canali e cantine “Ci sono ricchezze inestimabili nella nostra città che sarebbero in grado di attrarre un vero turismo di cultura – ha concluso Robeto Idà – basti pensare all’eredità che ci ha lasciato Modigliani, quest’anno decorrevano 95 anni dalla sua scomparsa e non è stato fatto niente. Non è più possibile continuare in questo modo, adesso è il momento di cambiare”.

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