Nogarin: “Niente nuove accuse”. E pubblica l’avviso. Bellandi (Pd): “Non in grado di governare”

di gniccolini

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E’ un primo cittadino sereno quello che passeggia tra i corridoi di Palazzo Civico la mattina di martedì 10 maggio anche alla luce di quello che è apparso sulla stampa cittadina che lo vederebbe implicato con due nuovi capi di accusa all’interno dell’inchiesta Aamps: falso in bilancio e abuso di ufficio che andrebbero così a sommarsi all’accusa di bancarotta fraudolenta in concorso.
Ma tutte queste accuse  il primo cittadino le spedisce al mittente smentendo seccamente quanto riportato dai media. “No, non ho ricevuto altre accuse dalla Procura. Come ho dichiarato in trasmissione in Tv l’avviso di garanzia ricevuto è relativo alla bancarotta. Nient’altro. Sono sereno”. Poco dopo il primo cittadino ha poi scritto un post su facebook in cui specifica: ” In nome della massima trasparenza ho deciso di pubblicare quanto ricevuto dalla Procura della Repubblica avviso1di Livorno, a conferma di quanto pubblicamente e ripetutamente dichiarato, cioè che le contestazioni afferiscono al concorso in bancarotta fraudolenta legata all’avvio del concordato preventivo di Aamps: Il pubblico Ministero, ai sensi degli art. 369 e 369 bis c.p.p. informa Nogarin Filippo, nato a Livorno il 4/9/1970, che questo Ufficio sta procedendo ad indagini in ordine ai seguenti reati: art.110 CP, art. 216 RD 1942/267, art. 223 RD 1942/267, art. 238 RD 1942/267, in Livorno, alla data di omologazione del Concordato Preventivo ovvero del fallimento di AAMPS S.p.A.“. In tarda serata nella giornata di martedì 10 maggio, il sindaco ha poi deciso di pubblicare integralmente l’avviso di garanzia ricevuto, sempre sulla sua pagina facebook.
Occasione ghiotta per gli avversari politici invece per entrare a gamba tesa sull’ormai caso nazionale che sta tenendo banco anche tra i leader politici di M5S e Partito Democratico.
Ad esprimersi al riguardo è Federico Bellandi, segretario comunale del PD di Livorno. “Mi voglio fidare della stampa cittadina. Se le cose stanno come si dice mi sembra che sia confermato che il sindaco abbia un difficile rapporto con la realtà. Io l’ho sentito in diretta Tv negare direttamente di avere altre accuse a suo carico. Oggi si apprende invece che ci sarebbero anche le indagini nei suoi confronti per abuso di ufficio e falso in bilancio. Chiediamo chiarezza. Lo chiederemo anche in avviso2consiglio comunale anche Pietro Caruso è stato chiaro al riguardo dicendo che nell’aula di Palazzo Civico verranno chieste chiarezza e trasparenza quella che spesso viene invocata dai pentastellati ma sembra che abbiano meno dimestichezza quando riguarda loro”.
Nogarin però ad ogni accusa risponde che l’inchiesta l’ha fatta partire lui…
“Anche su questo vorremmo che fosse data una rappresentazione realistica. Loro dimostrano grande incoerenza per quanto riguardo loro stessi e quanto riguarda gli altri. Dire che l’avviso di garanzia è un atto dovuto perché lui ha portato i libri in tribunale è una fantasia proprio perché i
libri in tribunale riguardano un procedimento fallimentare, l’inchiesta penale ha sicuramente un’altra origine e un altro sviluppo. Poi anche questa storia che la situazione dell’azienda era disperata…I fatti che gli vengono contestati sono fatti degli ultimi mesi, non vedo cosa c’entra la vecchia amministrazione”.
avviso3Il Partito Democratico chiede che il sindaco faccia un passo indietro?
“Noi siamo convinti che Nogarin non abbia le caratteristiche necessarie per fare il sindaco di Livorno. non lo chiediamo in relazione all’avviso di garanzia-  spiega Bellandi – Per noi non costituisce di certo un indizio di colpevolezza, piuttosto mi sembra che anche in questa occasione dimostri tutta la sua inconsistenza anche da un punto di vista istituzionale”.
In che senso?
“Scrivere che si dimetterà qualora venissero verificate delle scorrettezze nel regolamento del suo partito non ci interessa. A noi ci interessa se ha violato la legge o meno e su questo bisogna dire chiaramente non è che, come la sta raccontando, che lui vuole salvare Aamps. Lo hanno inquisito perché la Procura ipotizza che lui possa aver violato delle leggi. Quindi questo non è il fatto di voler o non voler salvare Aamps lo giustificherebbe, qualora venissero verificate le responsabilità. Si pretenderebbe che comunque il sindaco dialogasse con la città, perché è il sindaco di tutti indipendentemente dai colori politici, non deve rispondere ai principi presunti e morali della sua forza politica”.

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